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Artemisia Onlus celebra la Giornata mondiale delle cardiopatie congenite

domenica 18 febbraio 2018

2' di lettura

Roma, 15 feb. (AdnKronos Salute) - Una serata dedicata al cuore e a tutti quei bambini e quelle famiglie che hanno vinto la battaglia contro le malformazioni cardiache presenti alla nascita. In occasione della Giornata mondiale delle cardiopatie congenite che si celebra il 14 febbraio, Artemisa Onlus ha organizzato allo Stadio di Domiziano a Roma un evento in onore del programma Guch (Grown Up Congenital Hearth), operativo da ottobre 2012 al Policlinico universitario Gemelli e realizzato in stretta collaborazione con l'ospedale pediatrico Bambino Gesù. Nel corso della serata, ex pazienti hanno raccontato le loro storie ripercorrendo il proprio percorso fino all'età adulta, grazie al supporto del percorso di cura nato dalla collaborazione delle due eccellenze sanitarie romane. "Una serata dedicata al cuore, all'eccellenza di una medicina che segue i i bambini cardiopatici accompagnandoli fino all'età adulta. Un percorso fatto di grande umanità, come testimoniano i racconti di grande sensibilità degli ex pazienti operati da bambini - spiega all'AdnKronos Salute Mariastella Giorlandino, amministratore dei centri Artemisia Lab e presidente di Artemisia Onlus - Parlare di questi casi dà speranza a tante persone, e serve a far capire che quando ci si affida a un percorso medico e umano come questo miglioriamo la qualità della nostra vita". "Negli anni '80 e '90 c'è stata una rivoluzione quando è iniziata la chirurgia neonatale - ricorda Antonio Amodeo, responsabile Ecmo e Assistenza meccanica cardiorespiratoria e trapianto di cuore artificiale dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù - Da allora abbiamo una sopravvivenza di oltre il 95% per i pazienti operati con cardiopatie congenite, che hanno oltrepassato anche l'età adulta. Quindi - evidenzia - ora ci troviamo ad avere una nuova popolazione di pazienti, ovvero gli adulti operati in giovane età di cardiopatia congenita. Questo ha fatto sì che poi questa nuova popolazione di pazienti avesse bisogno di un percorso di cura dedicato". "La medicina cardiovascolare ha fatto molti progressi in termini di raggiungimenti di obiettivi di qualità delle cure, con tecnologie sempre più avanzate, con competenze sempre più specifiche - sottolinea Massimo Massetti, direttore dell'Uoc di Cardiochirurgia del Policlinico Gemelli - Però, molto spesso - osserva - questo ha portato a percorsi di cura molto frammentati, che non sono molto adatti per quelle patologie che necessitano di una vera continuità assistenziale tra l'epoca pediatrica e quella adulta. E' il caso, appunto, delle cardiopatie congenite. Per questo motivo è necessario disporre di tutte le competenze, e creare quindi una continuità delle cure attraverso tutte le fasce di età", conclude.

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