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Il garante per l'infanzia: "Lavoro in assoluta solitudine"

domenica 18 marzo 2018

2' di lettura

Palermo, 14 mar. (AdnKronos) - Un garante per l'infanzia solo a metà. Anzi, forse anche meno. Che lavora da più un anno e mezzo "in assoluta solitudine", come confida all'Adnkronos. Senza collaboratori, senza aiuti esterni, eppure Luigi Bordonaro deve occuparsi degli oltre ottomila stranieri non accompagnati attualmente in Sicilia, per non parlare dei minori siciliani. "Ma sono costretto a lavorare in assoluta solitudine, senza un ufficio, senza un telefono, senza un collaboratore", ribadisce Bordonaro in una intervista. Il tutto a titolo gratuito, cioè senza percepire un solo euro di indennità. E come se non bastasse, deve anche pagare di tasca propria la benzina per gli spostamenti da una città all'altra in Sicilia, "perché non sono previsti rimborsi di nessun tipo", dice lo stesso Garante, allargando le braccia. Ma chi è Luigi Bordonaro? Il primo Garante per l’infanzia e l’Adolescenza nominato dalla Regione siciliana ha avuto l'incarico nel 2016. Professore di Storia e Filosofia fino al 2011, Giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta, componente dell’osservatorio interistituzionale per la dispersione scolastica, nonché autore di numerose pubblicazioni sul disagio giovanile, sulla devianza e dispersione scolastica, Bordonaro si occupa da anni di minori. "Il Garante non ha una sede dove potere lavorare - si sfoga Bordonaro - In questo modo non riesco a potere svolgere bene il compito che mi fu affidato nel 2016. Do a tutti i miei interlocutori il mio cellulare personale, ricevo nel mio studio a Caltanissetta, tanto per fare qualche esempio". In questi ultimi mesi, Bordonaro ha preso contatti con i quattro Presidenti dei tribunali per i minori per la formazione dei tutori volontari. Il bando era stato pubblicato lo scorso autunno. Un primo passo verso un sistema che prevede per ogni minore straniero non accompagnato presente in Sicilia la tutela da parte di una persona adulta in grado di instaurare una relazione significativa e utile per tutti gli aspetti che riguardano la vita e le prospettive del minore stesso, da quelli formali e giuridici a quelli di carattere psicosociale e educativo. "La tutela volontaria è uno strumento attraverso il quale la società civile può fare la differenza non solo per i ragazzi e le ragazze migranti che arrivano a noi senza adulti di riferimento, ma anche per tutto il contesto, perché garantire i diritti dei minori stranieri significa garantire meglio i diritti di tutti”, aveva spiegato in quesi giorni Bordonaro. Insomma, una nuova forma di “genitorialità sociale” a sostegno dei “più fragili dei fragili.

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