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Pa: Cnel, complessità procedure e poca formazione tra limiti Suap

di AdnKronos domenica 22 luglio 2018

2' di lettura

Roma, 18 lug. (Labitalia) - La piena operatività dei Suap (sportelli unici nelle Pa) è ancora impedita da alcune criticità come la disomogeneità delle piattaforme informatiche e dei sistemi di back office dei vari enti, la complessità delle procedure, l’insufficiente formazione degli operatori dei suap. Emerge dalla 'Relazione annuale sulla qualità dei servizi offerti dalle PA centrali e locali a imprese e cittadini', relativa all’anno 2017 del Cnel. L'analisi sui servizi della Pa alle imprese include un aggiornamento sullo stato dell’arte dei Suap, avvalendosi di dati amministrativi provenienti da Unioncamere e da alcuni focus groups con amministratori e utenti presso il dipartimento per la Funzione Pubblica. Sensibili progressi si registrano nei ritardi dei tempi di pagamento delle amministrazioni pubbliche che restano comunque elevati. A prima vista, da una media di 180 giorni (anzi che i 90 previsti nei contratti) nei confronti dei propri fornitori, a 95 nel 2017, una riduzione del 47% in poco meno di sei anni. La tendenza al miglioramento sembra tuttavia essersi interrotta. Resta molto critico tutto il comparto sanitario. L’Italia resta tuttavia tra i 'cattivi pagatori' nella classifica europea, con punte di ritardo nel settore sanitario e in alcune regioni del Sud (Campania, Calabria, Sicilia). Nella classifica dei 500 migliori pagatori della Pa stilata dal Mef le regioni più virtuose (o meno viziose) sono Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana. Un’indagine della Banca d’Italia sull’informatizzazione degli enti territoriali rivela un quadro ancora preoccupante: un ente su cinque dichiara di affidarsi a supporti cartacei nei rapporti col proprio tesoriere (un ente su quattro nel Mezzogiorno). Una intesa tra Ragioneria Generale dello Stato e la Banca d’Italia si propone di migliorare il sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (siope), con una evoluzione verso un siope+ che coinvolge l’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale). Il progetto punta all’acquisizione automatica al massimo livello di dettaglio informativo, liberando gli enti dall’obbligo di provvedere discrezionalmente alla continua trasmissione dei dati su incassi e pagamenti. Si mira alla massima dematerializzazione e standardizzazione del colloquio fra AP e tesoriere. La realizzazione del progetto si è avviata dal 1° luglio 2017 in via sperimentale con un gruppo pilota di banche ed enti e dovrebbe entrare a regime gradualmente lungo il 2018, coinvolgendo circa 21.000 amministrazioni pubbliche e 500 banche tesoriere.

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