(Adnkronos) - Uno dei due imprenditori, nel tentativo di onorare i debiti contratti avrebbe stipulato con gli aguzzini un contratto preliminare di compravendita per la cessione di un appartamento e di un box auto, ancora in costruzione, per un valore complessivo di oltre 250.000 euro. Per nascondere le reali ragioni del preliminare e renderne credibile l'effettivita', Poliseno avrebbe consegnato periodicamente all'imprenditore assegni circolari a titolo di corrispettivo per l'acquisto. Assegni immediatamente versati dall'imprenditore in un istituto di credito per ottenerne il controvalore in contanti che l'imprenditore usurato era costretto a consegnare nelle mani di Poliseno all'uscita dalla banca. L'escamotage avrebbe consentito a quest'ultimo e, quindi, all'organizzazione di tracciare i pagamenti eseguiti a favore della vittima dell'estorsione e dare una parvenza di legalita' al contratto preliminare osservandone, solo formalmente, i relativi obblighi ed adempimenti. Tra i componenti dell'organizzazione e' stato individuato, infine, Paparella che avrebbe fornito aiuto a Poliseno per nascondere e distruggere i documenti. I finanzieri del Gico di Bari e dello Scico di Roma hanno svolto delle indagini patrimoniali incrociate per la sottrazione dei patrimoni accumulati illecitamente dall'organizzazione accertando enormi sproporzioni fra le fonti di reddito degli indagati ed il cospicuo valore dei beni mobili ed immobili di cui disponevano composto dai beni mobili ed immobili sequestrati stamane: 6 unita' immobiliari e 6 automezzi, per un valore pari a circa 2 milioni di euro. L'operazione e' stata denominata 'Ghostbusters'.