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Tv: da lunedi' Rai 3 e' un 'Hotel 6 Stelle' per 6 ragazzi Down

domenica 16 febbraio 2014

2' di lettura

Roma, 13 feb. (Adnkronos) - Da lunedì prossimo in seconda serata arriva su Rai 3 'Hotel 6 Stelle' e il nome non poteva essere più esplicativo: "Sei ragazzi che hanno un cromosoma in più e anche una marcia in più, una incredibile voglia di fare, che questa docu-experience racconta attraverso il loro tirocinio formativo all'Hotel Melià di Roma, dimostrando che è ampiamente possibile il loro inserimento nel mondo del lavoro". E' il direttore di Rai 3 Andrea Vianello a parlare con soddisfazione di questo nuovo programma coniando persino un nuovo termine per rimarcarne l'autenticità: "Non c'è niente di recitativo in 'Hotel 6 Stelle'. Non è un docu-reality e neppure una docu-fiction. Mettiamola così -sorride- è la prima docu-experience della televisione italiana. Un'operazione in cui crediamo molto. Un pezzo vero di servizio pubblico". Ispirato alla trasmissione svedese 'Service with a smile', è adattato per l'Italia da Claudio Canepari, decisamente felice di aver fatto questo documentario per l'immediatezza con cui si è creato un rapporto di fiducia con Martina, Nicolas, Benedetta, Livia, Emanuele ed Edoardo durante le riprese delle giornate di formazione: "E' stato più semplice del solito riprenderli mentre erano all'opera senza intaccare la naturalezza dei loro gesti perché sono ragazzi privi di filtri, ragazzi liberi e per questo è stata un'esperienza particolarmente bella", dice Canepari intervenendo alla conferenza stampa di presentazione in Viale Mazzini. Un'esperienza che potrebbe diventare la prima tappa della nuova vita di 6 professionisti, considerato che il direttore dell'Hotel Melià, Palmiro Noschese, si è impegnato a stilare, a fine tirocinio, il profilo professionale dei 6 ragazzi e a promuoverlo presso Federalberghi insieme alla coordinatrice Aipd (associazione italiana persone down) Anna Contardi, presente oggi in Rai. E considerato anche che "durante il programma sarà rivolto un invito alle aziende per la formazione di altri ragazzi down e il loro inserimento nel lavoro". Un tema, quest'ultimo, toccato anche dal vice ministro del Lavoro con delega alle Pari Opportunità, Maria Cecilia Guerra: "L'inserimento è possibile -rileva l'esponente di governo nel suo intervento- se c'è l'accortezza di far incontrare le caratteristiche specifiche del singolo lavoratore e quelle della relativa professione. E a tal fine è centrale mettere al bando atteggiamenti di assimilazione dove si va per stereotipi 'i disabili', 'gli immigrati', senza tener conto che ognuno di loro ha sempre una propria personalità e proprie attitudini". (segue)

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