(Adnkronos) - "Di solito - scrive ancora Amanda nel suo blog - non rispondo ai messaggi di odio e piuttosto faccio parlar loro da soli. Questa non è la prima volta, né sarà l'ultima volta che ho ricevuto messaggi di odio da gente fieramente irrazionale. Orgogliosi, perché il loro sentimento è automaticamente sulle difensive contro le critiche legittime. Irrazionali, perché la critica del caso dell'omicidio-scandalo di Meredith Kercher solitamente non ha nulla a che fare con questi individui e l'odio che sentono è l'espressione di irrazionale coinvolgimento emotivo che si basa su impressioni piuttosto che prove oggettive". "L'odio, oltre all' orgoglio, è una delle poche cose che possono spiegare la persecuzione di parte dell'accusa e la persecuzione di Raffaele e me nonostante una netta mancanza di prove oggettive verso di noi e un'abbondanza di evidenze oggettive a carico di una sola persona: Rudy Guede. Sia che lo credano o no, queste persone di 'Perugia Vi Odia', che portano le loro emozioni su cartelli, aiutano me e il mondo a capire quello che è realmente accaduto in questo caso. Colpevolisti ("guilters") perdono la loro credibilità, una volta che rivelano che la loro posizione si fonda su emozioni irrazionali, piuttosto che su prove oggettive. Non ci si può aspettare la giustizia da un pensiero contaminato da orgoglio e odio". "So per certo - scrive ancora Amanda -che non tutti a Perugia mi odiano o credono che io sia colpevole. La mia famiglia e io abbiamo ricevuto un enorme sostegno da molti italiani e perugini in forma di messaggi verbali e scritti di simpatia e di solidarietà, assistenza legale e linguistica, generosa ospitalità e amicizia". (segue)