(Adnkronos) - Tra le pubblicazioni relative al diritto penale, tema centrale del convegno organizzato dalla Unione delle Camere penali e dalla Camera Penale di Livorno, si potranno osservare alcuni volumi di autorevoli giuristi ed eruditi dell'epoca, le cui opinioni sull'opera del Beccaria spaziano dalle critiche più aspre alle più convinte adesioni: tra questi, ad esempio, il Commentario filologico-critico sopra i delitti e le pene secondo il gius divino di Cesare Malanima, giurista pisano tra i più convinti assertori del Codice leopoldino, e la Scienza della legislazione di Gaetano Filangieri, opera nella quale la pena di morte viene giudicata dall'autore pienamente legittima, poichè parte integrante del diritto di punire. Degno di nota, infine, è l'originale a stampa della Legge di riforma della legislazione criminale toscana, meglio nota come Codice leopoldino o Leopoldina, emanata il 30 novembre 1786 da Pietro Leopoldo d'Asburgo: il Granducato di Toscana, con questa normativa, fu il primo Stato al mondo ad abolire ufficialmente la pena di morte.