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Potenza: omelia contro FI e un candidato al Comune, Chiesa si scusa

domenica 18 maggio 2014

2' di lettura

Potenza, 16 mag. (Adnkronos) - Una lettera inviata a Papa Francesco per gli scandali della Chiesa di Potenza e' diventata un caso politico in piena campagna elettorale per le amministrative nel capoluogo lucano. Oggetto degli "strali" di un sacerdote durante un'omelia e' stato un candidato di Forza Italia al consiglio comunale, Gianluigi Laguardia, che aveva scritto al Papa ed esprimeva indignazione per l'ultimo caso che ha coinvolto l'Arcidiocesi: un prestito (nemmeno restituito) per la ragguardevole somma di 45.000 euro all'avvocato Sergio Lapenna, gia' consigliere regionale, quando invece alle famiglie in difficolta' ed ai "veri bisognosi" vengono concessi al massimo 200 euro. Cosi' qualche giorno fa don Giuseppe Marrone, durante la messa presso le chiese di Principe Piemonte e di Macchia Romana (non e' parroco) ha invitato a non votare ne' Forza Italia e Berlusconi ne' Laguardia, quest'ultimo accusato di aver screditato tutti i sacerdoti di Potenza con la lettera al Pontefice. Oggi sono arrivate le scuse, o comunque la presa di distanza, dell'arcivescovo Agostino Superbo in un incontro riservato, e quelle del sacerdote. A sollevare la questione e' stato lo stesso candidato, giornalista, che stamane ha tenuto una conferenza stampa presso l'Assostampa. Sentirsi definire "lupo", secondo quanto gli e' stato riferito delle parole pronunciate dall'omelia, lo ha colpito molto. "Da cattolico fervente - dice all'Adnkronos - ho deciso di porgere l'altra guancia, anche se sentirmi definire un lupo e' un attacco che mi ha molto ferito. Auspico che sia stato un incidente di percorso e sono rinfrancato dal fatto che il vescovo sia venuto ad incontrarmi nella mia parrocchia e che lo stesso sacerdote mi abbia chiamato, lo vedro' per chiarire del tutto la vicenda". (segue) Il caso a Potenza e' stato definito una riedizione di Peppone e don Camillo anche se i colori ne' le cariche sono decisamente diverse. "Con la lettera al Papa - aggiunge Laguardia - ho voluto risvegliare le coscienze, l'ho fatto come giornalista e come credente convinto perche' a me e tante persone non piace vedere la Chiesa coinvolta in sperperi e misteri da tutti conosciuti ed a Potenza non si parla d'altro. Mi stupisce anche che questo attacco sia arrivato in campagna elettorale, un mese dopo la lettera, oltretutto non solo a me ma anche a Forza Italia ed a Berlusconi. Alla campagna elettorale non sto piu' badando, mi sono fermato da cinque giorni per questa vicenda, per difendere la mia dignita'. Solo questo mi interessa adesso". Intanto, dopo la conferenza stampa, si e' tenuto l'incontro riservato con l'arcivescovo Superbo. Il colloquio e' durato oltre un'ora. Quindi la chiamata del sacerdote, forse pentito o redarguito, per arrivare ad una pacificazione.

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