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Svizzera, nel mirino vecchie imprese orologiere che usavano vernici luminescenti radioattive

domenica 15 giugno 2014

2' di lettura

Roma - Nel mirino in Svizzera tra 60 e 80 vecchi laboratori per orologi che usavano vernici luminescenti radioattive e che ora saranno controllati. Lo ha affermato il vicedirettore dell’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp), Roland Charrière, alla radio romanda Rts. Il provvedimento, ha spiegato, deve permettere di escludere ogni rischio per la popolazione. Le imprese orologiere che utilizzavano queste sostanze al radio, presenti in particolare lungo l’arco giurassiano, sono state tutte decontaminate quando hanno cessato la loro attività, tuttavia l’Ufsp, in collaborazione con la Suva, condurrà nuove misurazioni nei piccoli laboratori che non avevano mai chiesto autorizzazioni, precisa una sua nota che fa riferimento a quanto riportato dai domenicali “SonntagsZeitung” e “Matin Dimanche”. L’Ufsp si impegna anche a redigere un catasto dei vecchi atelier, che hanno utilizzato radio, sulla base di una ricerca storica. Spesso trasformati in appartamenti, questi ex laboratori, che erano per lo più abitati da operai che lavoravano a domicilio, si trovano in particolare a Bienne (Be), Neuchâtel, Ginevra, in vari comuni del Giura e del Giura bernese, nel cantone di Soletta e in Francia, come risulta da documenti pubblici dagli Archivi federali e tracce della polvere contaminata possono essere ancora presenti sul pavimento o sui muri. Il radio può rappresentare un certo rischio a lungo termine perché ha un periodo di dimezzamento di 1.600 anni. Alcuni di questi piccoli laboratori avrebbero utilizzato del radio senza autorizzazione prima del 1963, data della prima regolamentazione. Nell’arco di un anno, le autorità elvetiche verificheranno i vecchi siti di queste imprese e di quelle che lavoravano la sostanza radioattiva legalmente “per escludere ogni rischio sanitario per chi vive o lavora attualmente in questi edifici”. L’Ufsp stima “che questi rischi siano deboli”, spiega in una nota. Proprio alcuni giorni fa, l’Ufsp aveva annunciato, in relazione alla scoperta di scorie radioattive sul cantiere della strada nazionale A5 a Bienne, di voler adottare provvedimenti nei quartieri abitati, rispondendo così ai timori espressi dalla popolazione e dalla classe politica dopo queste scoperte.

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