Roma, 9 giu. (Adnkronos) - "In questo momento io sono l'anello debole del sistema del processo sulla trattativa. Credo che sia compito della magistratura e dello Stato difendere anche il peggior criminale, se è in pericolo di vita, a prescindere dai fatti e gli errori commessi dal soggetto da tutelare". Lo ha detto Massimo Ciancimino, testimone di giustizia e imputato nel processo sulla trattativa Stato-mafia, in un'intervista a Sky Tg24 Hd, in onda stasera nell'edizione delle 21. "Sapevo -ha proseguito- che il mio racconto sarebbe dovuto andare avanti e non fermarsi al ruolo di un capitano e un colonnello dei carabinieri, che era mio dovere andare avanti. Ma quando tocchi certi fili, quando incominci ad attaccare certi poteri, le inchieste e le attenzioni su di te non mancano". "Ciò non toglie -ha sottolineato Ciancimino- che io ho commesso delle grandi leggerezze e dei grandi errori, che hanno favorito chi voleva una mia delegittimazione giudiziaria". (segue)