Roma, 10 giu. (Adnkronos) - Il "progetto organizzativo" della procura di Milano "mostra oggi significative lacune". Lo sottolinea la settima commissione del Consiglio superiore della magistratura, che evidenzia "la mancanza di una precisa disciplina relativa ai criteri di assegnazione degli affari ai Dipartimenti". Nella relazione finale sul caso dello scontro in procura, tra il capo Edmondo Bruti Liberati e l'aggiunto Alfredo Robledo la commissione lamenta "il mancato aggiornamento del progetto organizzativo dell'ufficio" che "ha lasciato prosperare, su profili non codificati e con episodici effetti distorsivi sugli stessi criteri di assegnazione degli affari, prassi disomogenee". Per la commissione, tuttavia, nonostante i rilievi mossi, la risposta dell'ufficio "è stata tempestiva ed efficiente" ed è da escludersi, come affermato anche dal procuratore generale Manlio Minale, che i fatti segnalati "abbiano comportato pregiudizio per l'azione giudiziaria complessivamente esercitata dalla Procura di Milano".