(Adnkronos) - Prevenzione per ridurre vittime e danni, sottolineano i geologi. E' solo con una prevenzione costante e una capillare informazione che si possono ridurre vittime e danni. "A lungo i geologi sono stati visti più come scocciatori che come risorsa. Ora il rischio idrogeologico del territorio è riconosciuto (tardivamente, ma meglio tardi che mai) come emergenza nazionale. È giunto il momento di ascoltarli, questi rompiscatole dei geologi, inserirli negli organici dei Comuni, in Toscana i geologi sono solo nell'organico dei capoluoghi e nemmeno di tutti, perché possano operare in sinergia non solo ex post, con gli altri professionisti. La politica - sostiene Fagioli - non puo' piu' fare lo struzzo, perche' se e' emergenza la mancanza di lavoro altrettanto lo è il vedersi distruggere tutto quello che faticosamente si è guadagnato e costruito, tutto quello in cui si è investito". "E a pensarci bene, la cura del territorio, la rilocalizzazione degli insediamenti idrogeologicamente insostenibili, non mi stancherò mai di dirlo, sono forse la migliore occasione per riavviare quelle attività inceppate dalla crisi, e non attendere che la ripresa occupazionale si basi sulle effimere occasioni delle riparazioni post disastro. Dove c'è prevenzione, furbastri e speculatori - ricorda Fagioli - hanno poco margine d'azione, non si cerca di economizzare sulla conoscenza ma sugli sprechi, non si considera l'opera del geologo come l'obbligatorio finale imprimatur burocratico sul lavoro dell'insigne urbanista di turno". Ma non solo. "Dove c'è prevenzione - conclude la presidente dell'Ordine dei geologi - i cittadini sono chiamati, almeno una volta all'anno, a partecipare alle esercitazioni di protezione civile e i cittadini hanno diritto di sapere quando comprano casa, bottega o capannone, quando mandano i figlioli a scuola, se quella casa, quella bottega, quel capannone, quella scuola andranno sott'acqua al primo temporale o saranno maceria al primo terremoto, anche piccolo".