(Adnkronos) - Al fisco italiano, l'imprenditrice risultava dichiarare solo i compensi corrisposti in suo favore da alcune delle società, anch'esse coinvolte nelle indagini, nei confronti delle quali figurava prestare mere collaborazioni. Conseguentemente, sotto l'aspetto fiscale, le è stata contestata la mancata dichiarazione di disponibilità estere in Lussemburgo, nel principato di Monaco ed in Svizzera, in violazione alle disposizioni sul "monitoraggio fiscale", per un valore complessivo, considerando la somma di tutte le annualità accertate (dal 2003), per oltre 2 miliardi e 100 milioni di euro. Sono state eseguite, inoltre, verifiche fiscali sia nei confronti dell'imprenditrice, quale persona fisica, che di tre holding lussemburghesi alla medesima riconducibili, constatando, complessivamente, ai fini delle imposte dirette l'omessa dichiarazione di ricavi, al lordo dei costi sostenuti, per circa 190 milioni di euro, oltre ad un'imposta di registro evasa per circa 230 mila euro. Le attività hanno anche permesso di riscontrare il sistematico, mancato versamento di Ici e Imu per alcuni milioni di euro, connessi a gran parte del vasto patrimonio immobiliare, favorito dalla complessa e poco trasparente struttura societaria cui gli stessi risultavano formalmente riconducibili. I finanzieri hanno registrato, nelle ultime settimane, dopo la conclusione delle attività ispettive, l'avvenuto, spontaneo rimpatrio di 15 società lussemburghesi, a cura della stessa imprenditrice, tramite i propri consulenti.