(Adnkronos) - Preiti che una perizia psichiatrica ha ritenuto pienamente capace di intendere e di volere al momento del fatto, la mattina del 28 aprile sparò sei colpi di pistola con un'arma che aveva portato con se quando dal suo paese si diresse verso la Capitale. Sei furono i colpi sparati, il primo ad essere colpito fu Giuseppe Giangrande brigadiere dell'Arma di 50 anni che fu ferito al collo; un altro proiettile ferì ad una gamba Francesco Negri e il terzo colpo raggiunse un altro agente conficcandosi nel suo giubbotto antiproiettile. Un quarto colpo non raggiunse uno dei carabinieri in servizio perchè questi ebbe la prontezza di gettarsi a terra. Dopo aver sparato Preiti, originario di Rosarno, venne bloccato, disarmato e immobilizzato a terra. Altri carabinieri soccorsero i feriti in attesa delle ambulanze e dei medici. All'udienza di oggi ha preso parte anche la figlia di Giangrande, Martina, che dal giorno della sparatoria si è completamente dedicata ad assistere il padre.