(Adnkronos) - Le successive investigazioni, ricorrendo ad intercettazioni telefoniche ed ambientali nonché a filmati ricavati dalle telecamere installate dagli investigatori, hanno permesso di accertare l'esistenza di un sodalizio criminale, costituito da farmacisti e studi medici compiacenti, dedito alla commissione di plurimi reati di truffa in danno del Servizio Sanitario Nazionale, concretizzatosi con la fittizia prescrizione di farmaci ai danni di ignari assistiti, esenti dal pagamento del ticket, e la conseguente richiesta di rimborso presso l'Asp di Vibo Valentia. Il modus operandi era così strutturato: la farmacia, spiega la Guardia di Finanza, erogava i farmaci ai propri assistiti in assenza di prescrizione medica, mentre la regolarizzazione del medicinale dispensato avveniva solo in un secondo momento tra medico e farmacista. In questa fase, quindi, onde garantirsi maggiori introiti, le ricette mediche venivano liberamente 'gonfiate', mediante l'applicazione di una o più fustelle (bollino autoadesivo); il passo conclusivo consisteva nel disfarsi delle confezioni fittiziamente commercializzate che finivano con l'essere abbandonate, non più integre come all'inizio, ma previa separazione del loro contenuto dalla scatola. In ultimo il farmacista si adoperava a richiedere i rimborsi all'Asp di Vibo Valentia relativamente a farmaci che non erano mai giunti nelle mani degli assistiti. La locale Procura ha disposto inoltre il sequestro probatorio della farmacia al fine di quantificare il danno cagionato, allo stato stimato in circa un milione di euro nell'ultimo triennio. L'attività in parola è il frutto della proficua ed intensa collaborazione tra le forze di polizia vibonesi e la Procura del capoluogo nel settore degli illeciti che provocano nocumento alla spesa pubblica sanitaria nazionale.