Napoli, 22 gen. - (Adnkronos) - I lavoratori del Teatro San Carlo di Napoli chiedono al ministro dei Beni culturali Massimo Bray un "intervento fattivo" nella risoluzione della vertenza del Massimo partenopeo con il ritorno "a una sana gestione ordinaria" e uno "staff manageriale consapevole delle esigenze del territorio nel quale il Teatro affonda le sue radici", con un fermo 'no' "all'ipotesi di un nuovo commissariamento". Lo fanno con una lettera nella quale spiegano che "la soluzione di un nuovo centralismo ministeriale non ci sembra assolutamente, per Napoli, la più opportuna": "Il Teatro di San Carlo - scrivono - ha conseguito ben sei pareggi di bilancio negli ultimi anni; la situazione economica, come dichiarato attraverso i mezzi di stampa dalla soprintendente Purchia, è solida e la gestione virtuosa. Vantiamo ben 29 milioni di euro di crediti, tutti certi ed esigibili". "Chiediamo chiarezza sulla palese contraddizione tra i pareggi di bilancio e l'adozione di provvedimenti restrittivi, legati a gravi situazioni di crisi economica. Per questo motivo - sottolineano - ci opponiamo all'ipotesi di un nuovo commissariamento ed al decreto 'Valore Cultura', che non è una legge di sistema e non garantisce un futuro sereno, certo e stabile ai Teatri d'Opera. Non si può attribuire al solo costo del lavoro la grave crisi delle fondazioni lirico-sinfoniche, riteniamo invece che sia la conseguenza diretta delle cattive gestioni e di amministrazioni incapaci, delle quali si assolve ogni tipo di responsabilità". "Abbiamo già perso in termini occupazionali e retributivi, visto che i nostri livelli salariali sono fermi da almeno dieci anni, e mai nessun provvedimento ministeriale, quale il commissariamento, ci è parso risolutivo, come la storia recente del nostro Massimo dimostra. Chiediamo perciò - concludono - di ritornare ad una sana gestione ordinaria, grazie al coinvolgimento e all'impegno di tutte le nostre istituzioni locali, chiediamo uno staff manageriale consapevole delle esigenze del territorio nel quale il Teatro di San Carlo affonda le sue radici".