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Verona: Bettin, Venezia ha scelto la strada giusta per tutela beni comuni

domenica 26 gennaio 2014

2' di lettura

Venezia, 22 gen. (Adnkronos) - "La sacrosanta denuncia dello storico dell'arte Salvatore Settis contro la privatizzazione dell'Arsenale di Verona è pienamente condivisibile ed è auspicabile che apra una discussione sull'uso dei beni storici che devono rimanere di proprietà pubblica". Lo sottolinea, in una nota, l'assessore all'ambiente del Comune di Venezia, Gianfranco Bettin. "L'amministrazione comunale di Venezia ha seguito, a proposito di beni analoghi, una strada diversa. L'equivalente dell'Arsenale di Verona sono, nel nostro territorio comunale, i forti del campo trincerato, in particolare, ma non solo, il più grande (48 ettari) di essi, Forte Marghera. Il Comune di Venezia, in questi anni, ha acquisito dal demanio militare praticamente tutti i forti del campo trincerato di Mestre, una decina, compreso appunto Forte Marghera (l'ultimo acquisito, nel 2009)- spiega - I forti sono diventati, così, aree di pregio ambientale, manufatti storici di valore, luoghi di aggregazione, per il tempo libero, per la produzione culturale. Nel caso di Forte Marghera, val la pena di ricordare, l'attuale amministrazione ha anche capovolto la scelta della precedente, che consisteva nel conferire il Forte in project financing a una grande impresa, scegliendo invece di puntare a una gestione pubblica". "Da allora, dal 2011, il Forte è sottoposto a una minuziosa opera di riclassificazione, caratterizzazione, ridestinazione urbanistica, bonifica, graduale restauro e messa in sicurezza che ne salvaguarderanno il carattere pubblico. Struttura per struttura, il forte verrà affidato attraverso bandi pubblici trasparenti, senza che in nessun caso se ne delinei una qualsivoglia forma di privatizzazione - ricorda Bettin - Così è già per tutti gli altri forti, luoghi vissuti, partecipati, oasi verdi, strutture sociali e culturali, beni di tutta la città. E' una strada impegnativa, specialmente in tempi di carenza drammatica di risorse, ma è quella che abbiamo scelto: la strada della tutela dei nostri beni comuni".

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