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Mibact: quadri Soprintendenza Archeologica Roma, Franceschini ci incontri

domenica 27 luglio 2014

2' di lettura

Roma, 22 lug. (Adnkronos) - I direttori tecnici, archeologi, architetti, restauratori e antropologi del Ministero, in servizio presso la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma hanno inviato una lettera aperta al titolare del Mibact, Dario Franceschini, "in un momento in cui si pone l'attenzione al rilancio della cultura e del turismo", si legge nel testo, chiedendo "un incontro urgente con il Ministro Franceschini con la volontà di contribuire alla migliore attuazione della Riforma" del Mibact, quella varata appunto da Franceschini. Dopo aver rivendicato l'impegno profuso in questi anni, sottolineato le difficili condizioni operative a causa della riduzione del personale tecnico e per la "cronica insufficienza di fondi e di risorse", gli autori della lettera aperta sottolineano che la crescita, operativa e di risultati della Soprintendenza "è stata tale da indurre a considerare nella attuale Riforma la costituzione di vari Istituti autonomi derivandoli da una unica Istituzione che invece proprio per la sua unitarietà ha conseguito i risultati e i successi universalmente apprezzati. Uno smembramento della Soprintendenza che ad oggi, dopo alcuni anni di gestione autonoma, ha raggiunto un equilibrio tra introiti e spese con una efficienza tale da garantire la conservazione e la valorizzazione del patrimonio più rilevante su scala nazionale, sia per i flussi turistici che per la varietà dei luoghi della cultura, presenterebbe criticità oltre che sul piano culturale anche sul piano gestionale e organizzativo". "Si tratterebbe infatti -proseguono- di prevedere una triplicazione dei direttori tecnici e dei relativi assistenti, una triplicazione del personale addetto a tutte le funzioni centralizzate, con il rischio di dispersione degli archivi storici, fondi e patrimonio librario e necessità di reperire nuovi spazi per uffici, oggi concentrati nelle sedi museali. Il sistema del Museo Nazionale Romano si compone non solo delle quattro sedi, di cui tre di nuova acquisizione e realizzazione, ma anche dell'Antiquario Palatino e del Museo del Foro, consistendo in una collezione progettata in forma coordinata e strettamente connessa con l'intero territorio della città". A partire da queste considerazioni la richiesta di incontro cohn Franceschini.

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