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Veneto: Pd, Giunta assegni riparti di non autosufficienza

domenica 21 settembre 2014

3' di lettura

Venezia, 17 set. - (Adnkronos) - Con una mozione presentata dal consigliere del PD, Sergio Reolon e approvata con 36 voti a favore e un solo astenuto, il Consiglio regionale impegna la Giunta regionale a presentare entro il prossimo 30 settembre i provvedimenti di riparto del Fondo regionale per la Non Autosufficienza come previsto dal Bilancio di previsione 2014 e di assegnazione dell'ex Fondo Indistinto attribuito alle Ulss per conto dei Comuni. La mozione, inoltre, impegna la Giunta a rispettare ed applicare la legge 30 del 2009, sia richiedendo il parere della commissione competente nella ripartizione del fondo per la non autosufficienza, sia procedendo entro il 31 marzo 2015 all'adozione dei provvedimenti attuativi ad oggi inevasi. "Siamo a settembre - ha dichiarato Reolon - e il riparto non è ancora stato assegnato. La Giunta, inoltre ha predisposto una delibera di riparto senza il parere della competente Commissione e senza definire i criteri di riparto, come invece prevede la legge 30 del 2009, per cui la legge è inapplicata. In realtà il settore sociale non è più all'attenzione della Giunta, non ha più un servizio, passato di fatto a quello della sanità. La non assegnazione del Fondo mette in difficoltà i Comuni che si trovano nella condizione, per supplire ai mancati trasferimenti, di dover chiedere ai cittadini aumenti delle rette per i servizi". (Adnkronos) - Il vicepresidente della commissione Sanità, Claudio Sinigaglia (PD) ha ribadito che la mancata assegnazione del Fondo costringe molte famiglie a pagare una tassa occulta a causa dell'abbandono da parte della Regione. "Faccio memoria - ha precisato - che la quota sanitaria per le case di riposo è ferma ai livelli del 2010 a 49 euro al giorno. Le case di riposo, per tentare di raggiungere il pareggio di bilancio, sono costrette ad alzare costantemente le rette a carico delle famiglie, ormai a circa 2.000 euro al mese, mentre nel 2010 erano 1.500. Oggi, non c'è alcuna politica del settore e l'assenza di un assessore di riferimento è il chiaro segnale dell'insensibilità di Zaia, ma soprattutto della mancanza di una linea politica in grado di aiutare i cittadini in difficoltà". "Infine - ha ribadito Sinigaglia - è offensivo il modo occulto e accentrato con cui la giunta ha deliberato i criteri di riparto del fondo per la non autosufficienza, senza il parere della commissione, previsto per legge". Nel far sua la mozione il consigliere di Futuro Popolare, Raffaele Grazia, ha ricordato l'assenza in Giunta di un assessore al Sociale, "un'assenza - ha detto - che determina il pericolo che si distrugga una tradizione che ha visto il Veneto primeggiare in valori in cui il punto di riferimento erano in assoluto le persona e non i numeri". Del pericolo di una deriva del sociale in Veneto ha parlato anche il consigliere Stefano Valdegamberi (FP), sostenendo che "il sociale è stato ammazzato. I ritardi nel riparto dei fondi per la non autosufficienza, così come quelli per le scuole paritarie, sono inaccettabili. Non si possono mettere a repentaglio servizi essenziali per i nostri cittadini. Il sociale veneto senza una guida è ormai alla deriva".

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