Roma, 16 giu. - (Adnkronos) - Il delitto di Carlo Lissi, che ha confessato di aver ucciso la moglie e di due figli di 5 anni e venti mesi a Motta Visconti (Milano), simulando poi una rapina, è solo l'ultimo caso di una lunga catena di stragi che si consumano in ambito famigliare e che vedono mariti e fidanzati nel ruolo di carnefici. Per citare i casi più recenti, solo una settimana fa, a Borgomanero (Torino), un uomo di 56 anni ha ucciso a coltellate la moglie, una maestra sessantenne e poi si è tolto la vita impiccandosi ad un albero. A trovare la donna sono stati i carabinieri, avvisati dai colleghi della vittima che non l'avevano vista arrivare al lavoro. In precedenza, un altro caso che aveva monopolizzato le pagine di cronaca nera era stata la lite in famiglia degenerata in follia omicida a Collegno, in provincia di Torino. L'ultimo giorno del 2013 Daniele Garattini, 57 anni, ha esploso sei colpi di pistola contro la moglie Letizia Maggio, 54 anni, la suocera Daria Maccari, 84 anni, di Bellinzago Novarese e la figlia Giulia, di 21 anni poi s'è accoltellato al petto, uccidendosi. (segue)