Milano, 16 giu. (Adnkronos) - Si chiude, dopo quasi quattro anni di indagine, l'omicidio di Yara Gambirasio. E' Massimo Giuseppe Bossetti, 44enne incensurato, padre di tre figli il presunto assassino della 13enne. Tutto inizia il 26 novembre 2010, quando a Brembate di Sopra, nel Bergamasco, si perdono le tracce della giovane. Attorno alle 18.30 Yara, atleta di ginnastica ritmica, esce dal palasport del paese distante solo poche centinaia di metri da casa, ma dopo 15 minuti il suo cellulare è già spento. Gli investigatori ascoltano i familiari, gli amici, i compagni di scuola, ma non emergono elementi utili a ritrovarla. Un fascicolo per sequestro di persona viene aperto dalla Procura di Bergamo. 30 novembre 2010: le ricerche si concentrano in un cantiere a Mapello, comune al confine con Brembate, dove è in costruzione un centro commerciale e dove gli inquirenti vengono condotti dal fiuto dei cani specializzati: il sospetto è che la ragazza sia stata prelevata proprio in quel punto. Il cellulare di Yara, prima di essere spèento, 'aggancia' prorio quella zona. 5 dicembre: un marocchino di 22 anni viene fermato su una nave diretta in Marocco perchè sospettato del sequestro e dell'omicidio di Yara: è Mohammed Fikri, un operaio del cantiere dove si erano concentrate le ricerche dopo che i cani avevano fiutato tracce della ragazza. A insospettire gli investigatori la decisione di lasciare lavoro e casa all'improvviso e imbarcarsi per l'Africa. Pochi giorni dopo le accuse contro Fikri vacillano: da alcune frasi intercettate si pensava di aver trovato la soluzione del giallo, ma alcune parole in arabo mal tradotte e un biglietto per il Marocco già in tasca da tempo fanno cadere l'ipotesi di una fuga. Il 7 dicembre Fikri esce dal carcere. (segue)