(Adnkronos) - Ideatore e coordinatore del progetto di reintroduzione del falco pescatore è Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi. Come sottolinea il team di ricerca, i 3 pulcini nella Diaccia Botrona sono un caso davvero eccezionale: di solito, infatti quando accade, raramente il terzo piccolo riesce a sopravvivere. Invece i 3 giovani falchetti sembrano cavarsela bene, perché la Diaccia Botrona è estremamente ricca di muggini, facilmente pescabili in acque così basse, quindi c'è cibo in abbondanza per tutti, per i 3 pulcini e per i falchi adulti. Con il pulcino nato nel 2014 nel Parco regionale della Maremma in tutto sono 4 i giovani falchi pescatori che si appresteranno all'involo quest'anno in Maremma. Un caso unico in Italia: in tutta la penisola ci sono solo due nidi e sono entrambi in provincia di Grosseto. I piccoli falchi e i loro genitori continueranno ad essere monitorati con regolarità. Dallo studio delle registrazioni sarà possibile ricavare importanti informazioni su alimentazione e comportamento. Sia il giovane del Parco della Maremma, sia i tre giovani falchi in Diaccia saranno equipaggiati con radio satellitari Gps/Gsm prima dell'involo per seguirne gli spostamenti anche dopo l'avvenuta dispersione e durante tutto l'inverno. L'auspicio di istituzioni e ricercatori è che nei prossimi anni le coppie in Toscana continuino ad aumentare ricostituendo quella che in passato doveva essere una delle popolazioni più importanti del Mediterraneo.