(Adnkronos) - "La mobilitazione di venerdì fa seguito allo sciopero, che abbiamo fatto a marzo - continua - Dopo quella mobilitazione con un atto firmato dal sindacato dall'amministrazione comunale e dal comandante generale del corpo si concordava che l'amministrazione avrebbe ottemperato alle richieste della categoria, che erano finalizzate a garantire la sicurezza sul lavoro. In particolare noi avevamo avanzato cinque richieste". "La polizia municipale ha un'arma in dotazione che è assicurata solo nelle sei ore di servizio - spiega - Noi siamo costretti a portarla a casa, perché nei comandi non ci sono armerie né armadietti, e ad assumerci tutti i rischi. Chiediamo una polizza assicurativa che copra le 24 ore. L'amministrazione peraltro avrebbe l'obbligo di fare un'armeria ma questo significherebbe che ognuno dovrebbe andare prima al comando a prendere l'arma e poi in servizio, perdendo circa due ore di lavoro. Noi siamo disposti a portarla a casa ma vogliamo essere assicurati. La nostra è una rivendicazione legittima, prevista dalla legge". Sul tavolo delle richieste anche la polizza di assicurazione contro le aggressioni. "Ogni giorno rischiamo aggressioni in strada - racconta - due mesi fa un automobilista ubriaco ha staccato un dito con un morso a un nostro vigile che lo aveva fermato per un controllo. Il vigile è rimasto senza dito e senza risarcimento". Situazioni di rischio che si verificano spesso, ad esempio quando facciamo gli sgomberi nei campi nomadi o quando facciamo i controlli durante la movida notturna. Non è possibile che i poliziotti siano assicurati e noi no". (segue)