Roma, 18 giu. (Adnkronos) - "Il nuovo Patto contiene l'indicazione programmatoria e organizzativa degli standard dei posti letto ospedalieri, che le Regioni devono attuare per una razionalizzazione strutturale della rete ospedaliera, con una riduzione del numero di posti letto dall'attuale standard del 4 per 1000 abitanti al 3,7 per mille abitanti, comprensivi di 0,7 posti letto per mille abitanti per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie, adeguando coerentemente le dotazioni organiche dei presidi ospedalieri pubblici ed assumendo, come riferimento, un tasso di ospedalizzazione pari a 160 per mille abitanti, di cui il 25 per cento riferito a ricoveri diurni". Lo ha detto il ministro degli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, nel corso del Question Time alla Camera, sul nuovo patto della salute. "Nel contesto normativo descritto, il nuovo Patto prevede di: realizzare un'azione di programmazione in ambito territoriale, con il trasferimento di risorse dall'ospedale al territorio, attraverso cui sarà possibile affrontare efficacemente anche i temi dell'invecchiamento e delle cronicità e così garantire la sostenibilità futura dei sistemi sanitari - ha continuato - aumentare le competenze in ambito clinico ed assistenziale dei servizi residenziali e domiciliari, per affrontare in questi contesti le problematiche di salute ora di competenza degli ospedali; provvedere al riordino delle cure primarie, per sviluppare anche la 'sanità di iniziativa', orientata alla promozione attiva della salute, attraverso la prevenzione e l'educazione ai corretti stili di vita".