Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) - Nuovo sospetto caso di scambio di embrioni all'ospedale Sandro Pertini di Roma. La denuncia arriva da Giacomo Gentili, che afferma di essersi recato insieme con la moglie nell'ospedale romano ai primi di dicembre per un ciclo di fecondazione assistita. "Il tentativo è andato in porto - racconta all'Adnkronos Salute - e mia moglie è rimasta incinta di una bambina. Ma, dopo essersi sottoposta ad amniocentesi di controllo, abbiamo scoperto che "il profilo genetico del feto non è compatibile né con quello materno né con quello paterno". La coppia si è rivolta all'associazione Agitalia per chiedere un risarcimento danni in sede civile di un milione di euro. I futuri genitori non sono stati richiamati dall'ospedale per un controllo in seguito al primo scandalo scoppiato ad aprile. I Gentili, che vivono a Napoli, dopo svariati tentativi per avere un figlio hanno deciso oltre un anno fa di sottoporsi a un protocollo di fecondazione assistita. "Il 2 e 3 dicembre abbiamo eseguito la procedura - racconta il marito - e finalmente mia moglie è rimasta incinta di quella che poi abbiamo saputo essere una bambina. Ora la gravidanza è giunta al sesto mese, ma a maggio abbiamo scoperto che il profilo genetico della nostra bimba non corrisponde nè al mio nè a quello di mia moglie. Avendo saputo dello scandalo al Pertini abbiamo subito pensato a un possibile scambio di embrioni, anche se c'è stata anche una crisi all'interno della nostra coppia: per un momento ho pensato che mia moglie mi avesse tradito". Gentili ha mostrato ad Adnkronos Salute i referti degli esami eseguiti che confermano la non corrispondenza del profilo genetico del feto con quello materno. (segue)