Napoli, 18 giu. - (Adnkronos) - "L'avvocato voleva 200 milioni che erano necessari per farmi ottenere l'assoluzione. Io accettai, fui assolto e pagai i 200 milioni in due rate di 100 milioni ciascuno". Lo ha raccontato Antonio Iovine ai pm della Dda di Napoli, nell'interrogatorio dello scorso 28 maggio depositato nel processo per le minacce ai giornalisti Saviano e Capacchione in corso a Napoli. L'assoluzione alla quale fa riferimento Iovine è quella in appello per l'omicidio di Nicola Griffo, avvenuto nel 1988, per il quale aveva avuto una condanna di 30 anni in primo grado. L'avvocato è Michele Santonastaso, attualmente in carcere, imputato nel processo in corso a Napoli. Iovine spiega che Santonastaso "non ha mai spiegato nel dettaglio quale strada fu percorsa per ottenere l'assoluzione, ma era chiaro che era stata ottenuta con metodi illeciti". Iovine, parlando al pm, confessa di aver partecipato all'omicidio. Una vicenda analoga, racconta ancora Iovine, "si è poi sviluppata nell'ambito del processo per il duplice omicidio Scamperti", i fratelli Ubaldo e Antonio, uccisi a San Tammaro (Caserta) nel 1985, "nel quale fui condannato all'ergastolo in primo grado e, grazie all'intervento di Santonastaso, con le medesime modalità fui poi assolto in appello". In questo caso "mi fece sapere che era tutto a posto e che mi chiedeva la disponibilità a dargli 200mila euro. Io diedi il via libera - conclude - ed effettivamente fui assolto".