Taranto, 18 giu. (Adnkronos) - Legambiente nazionale e Legambiente Puglia, quest'ultima anche in rappresentanza del Circolo di Taranto, tramite i loro legali di fiducia Eligio Curci e Ludovica Coda, domani in occasione dell'udienza preliminare del processo per presunto disastro ambientale che si apre nel capoluogo jonico, si costituiranno parte civile, in relazione a tutti i capi d'imputazione contestati dalla Procura, contro gli imputati che "nel corso degli anni - e' scritto in una nota - hanno operato attivamente o non hanno impedito il perpetuarsi di una gravissima situazione di danno ambientale che ha determinato e determina ancora oggi una pesantissima compromissione del territorio, delle risorse naturali e della salute collettiva". Nell'atto di costituzione di parte civile l'associazione, rappresentativa dell'interesse alla tutela ambientale, ha quantificato in dieci milioni di euro la richiesta di risarcimento per danni materiali e morali. La scelta, che "l'associazione considera scontata, di costituirsi parte civile nel processo per disastro ambientale nasce dalla volonta' di pretendere il radicale rispetto dell'ambiente, anche e soprattutto nel territorio di Taranto e dalla esigenza di voler far riconoscere la lesione dei propri diritti, esercitati in tutte le sedi istituzionali e non, con una azione costante, protrattasi negli anni". Non e' la prima volta: "gia' in precedenti processi a carico di proprieta' e dirigenza Ilva - rileva Legambiente - la difesa degli interessi del 'popolo inquinato' di Taranto e' stata assunta, quasi in solitudine, da Legambiente che da decenni denuncia in tutte le sedi l'insopportabile impatto ambientale dello stabilimento siderurgico tarantino".