Bologna, 18 giu. - (Adnkronos) - Da un lato i gruppi di preghiera in "difesa della vita" organizzati dalla comunità Giovanni XXXIII; dall'altra a pochi metri di distanza gli attivisti del 'Coordinamento io decido Bologna 2014' per la libertà di scelta delle donne. E' quanto avviene da qualche tempo davanti alla clinica ostetrica dell'ospedale Sant'Orsola, sotto le Due Torri, il martedì mattina, quando si effettuano le interruzioni volontarie di gravidanza. Nel confronto tra le opposte posizioni, la Cgil si schiera con il comitato 'Decido io', diffondendo una nota per "dire basta ai gruppi di preghiera, dotati a volte anche di megafono, e ai cartelli offensivi della dignità dei lavoratori della sanità che con impegno e professionalità permettono l'applicazione di una legge dello Stato". La Cgil replica poi agli esponenti della politica e delle istituzioni che hanno criticato l'intervento del sindacato sul tema. "Da sempre - prosegue infatti la nota - la Cgil è impegnata nella lotta per la difesa delle libertà femminili e la laicità della sanità pubblica e di tutti i beni comuni". Il tutto rimarcando che "resta nelle prerogative, nonché nella piena autonomia del sindacato decidere cosa, come e quando inviare ai lavoratori l'invito a partecipare a manifestazioni pubbliche che abbiano al centro questi temi, compresa un'eventuale assemblea sindacale retribuita". Insomma, chiarisce la Cgil "difendere la libertà di scelta delle donne e la corretta applicazione di una legge dello Stato, sottoposta persino a Referendum, come è la L.194, ci pare non solo lecito, ma persino doveroso, e altrettanto ci aspetteremmo da chi riveste incarichi istituzionali".