(Adnkronos) - La polvere da cantiere trovata nei polmoni della giovane ginnasta, secondo quanto emerge dall'autopsia, insieme a piccoli tondini come quelli usati nell'edilizia trovati nelle sue scarpe sembrano combaciare con l'identikit di Bossetti: il 44enne fa il muratore e potrebbe avere facile accesso a quel cantiere di Mapello in cui il fiuto dei cani molecolari portano subito dopo la scomparsa di Yara. "Tre indizi (Dna, cellulare e polvere da cantiere nei polmoni, ndr) fanno più di una prova", dice non nascondendo l'entusiasmo chi dal primo giorno cerca il colpevole dell'omicidio di Yara. E se dal suo isolamento Bosselli tace, gli investigatori ripartono dalla palestra a Brembate di Sopra, al percorso fino alla casa di via Rampinelli dove papà Fulvio e mamma Mauro continuano a vivere con i loro figli. Si continua a cercare per capire se l'indagato abbia in qualche modo organizzato il delitto (al momento è esclusa la premeditazione). Non c'è legame tra la famiglia della vittima e il presunto killer, nessun elemento reale emerge al momento su come e quando Yara e il 44enne muratore si siano conosciuti, ammesso che la 13enne non sia stata una vittima scelta a casa. Gli inquirenti cercano di ricostruire i dettagli familiari di Bossetti, le amicizie e le eventuali complicità di cui potrebbe essersi servito. Dettagli per i molti che, lasciando la prudenza da parte, ritengono il caso già risolto.