(Adnkronos) - Riferendosi al lavoro svolto dall'ex tesoriere nella motivazione si sottolinea che fu lui a dover garantire "i rapporti di forza tra le componenti del partito attraverso la ripartizione concordata delle risorse disponibili, il 60% composto da coloro che erano provenienti dal Partito Popolare e il 40% destinati ai cosiddetti rutelliani". Anche questa ripartizione, si legge nella motivazione, avvenne in base a intese tacite e non formalizzate di cui "proprio l'affidabilità del tesoriere costituisce garanzia e anche con modalità non ortodosse". Nella motivazione si spiega poi l'insussistenza dell'accusa di associazione per delinquere non essendo stata fornita alcuna prova circa la realizzazione di un accordo tra Lusi e gli altri tre imputati. In particolare i giudici sottolineano il ruolo svolto dai commercialisti Mario Montecchia e Giovanni Sebastio nonchè dalla segretaria Diana Ferri. I primi due condannati rispettivamente a 3 anni e 6 mesi e a 2 anni e 8 mesi per i giudici sono stati "pienamente consapevoli dell'utilizzazione delle somme sottratte da Lusi". Quanto a Diana Ferri condannata a 1 anno e 2 mesi "era perfettamente a conoscenza della falsità delle fatture emesse a favore della Margherita a fronte dei bonifici che venivano dal partito".