Nella copertina di Servizio Pubblico tutta l'attenzione di Michele Santoro è rivolta a Matteo Renzi. Continua a far discutere la conferenza stampa del premier dopo il Consiglio dei ministri di giovedì: molte parole, molte promesse, ma pochi punti precisi. Uno spunto, per il teletribuno, per cimentarsi in uno dei paragoni più triti e ritriti, ma tornato fortemente in auge dopo che Renzi, tra slide e battute, ha stupito un po' tutti nella già citata conferenza stampa: Matteo è come Silvio. Questa, in estrema sintesi, l'accusa mossa da Santoro. Le similitudini - Per il giornalista le similitudini tra i due si trovano nel fatto che il Cavaliere, proprio come Matteo, aveva tratto ispirazione dall'Elogio alla follia di Erasmo da Rotterdam. Quindi la battuta su Porta a Porta, dove "la lavagnetta elettronica di Matteo ha preso il posto del contratto con gli italiani". Quindi Santoro ricorda: "Berlusconi diceva: se non rispetto i punti del contratto, dirò addio alla politica. Ora Renzi giura che se non riformerà il Senato sarà lui, a dire addio alla politica". Molte similitudini, insomma, secondo il teletribuno. "Vai a casa?" - Quindi Santoro si rivolge direttamente con un appello al premier: "Per evitare all'Italia nuove sofferenze bisogna essere precisi. Che farai, caro Renzi, se fallirai? Se non abolisci il Senato e ci mandi al voto col proporzionale puro, che farai? Ti ricandidi? Comunque, caro Matteo, nel caso sapremmo di chi è figlio questo mostro (la riforma elettorale, ndr). E' figlio di due Ufo Robot, di Renzi e Berlusconi" (la trasmissione si è aperta sul motivo del celebre cartone animato, ndr). Toni duri, quelli del teletribuno, che chiude ancor più provocatorio: "Se la va, caro Matteo, è un nuovo inizio ed è merito tuo. Se la spacca, Pontassieve, dove abiti, è la svolta buona". Ovvero, se sbagli, mantieni le promesse e vattene a casa.