(Adnkronos) - Il tragico rogo nella fabbrica-dormitorio al Macrolotto di Prato, che è costato la vita a sette lavoratori cinesi, si è verificato il 1 dicembre 2013. La questione cinese a Prato risale invece agli anni Novanta, quando le presenze regolari si stimavano in 9.000 e le imprese in 1.200. Il boom degli arrivi si registra negli anni Duemila ed oggi si stima una presenza abbondantemente superiore alle 40.000 persone con oltre 4.800 aziende riconosciute, 11.000 lavoratori regolarmente registrati più una stima di altri 6-9.000 irregolari. Nel corso degli anni la Regione Toscana, con gli enti collegati, ha svolto una intensa attività sotto il profilo sanitario, sociale e culturale. Nel 2012 sui quasi 3.000 nuovi nati all'ospedale di Prato, il 29% (870) erano cinesi. Una cifra salita al 31% nel 2013 (817 su 2.638) che fa registrare a Prato il più alto tasso di natalità della Toscana (9,6 per mille contro l'8,4 di media regionale). Nel 2012 il pronto soccorso ha effettuato per il cinesi il 15% (14.000 su oltre 91.000) degli interventi. Le prestazioni ambulatoriali a favore dei cinesi sono state il 3,6% e i ricoveri il 9,4%. Per favorire tutto questo i mediatori culturali hanno svolto 4.000 ore di servizio. La Asl 4 di Prato fin dal 2001 ha dato il via al progetto "L'albero della salute" per diffondere la cultura della salute nelle comunità straniere. Nel caso della tubercolosi ciò appare quanto mai necessario, visto che negli ultimi anni nell'area pratese il tasso di notifica delle malattie tubercolari è stato di 2 o 3 volte superiore alla media toscana. Nel 2011 su 10 casi notificati in Toscana, 2 erano a Prato, il cui tasso è risultato di 23,4 per mille contro una media regionale dell'8,4. E' per questo che la Asl pratese da oltre 10 anni vaccina tutti i neonati da genitori provenienti da Paesi ad alta endemia tubercolare, ovvero circa 1.000 bambini l'anno. (segue)