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Shopper conformi solo se certificati biodegradabili e compostabili

domenica 7 settembre 2014

2' di lettura

(AdnKronos) - Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del Decreto Legge Competitività, è stato completato l'iter della normativa italiana sulla commercializzazione degli shopper monouso non biodegradabili e compostabili. I cinque governi che dal 2007 si sono succeduti, con differenti maggioranze parlamentari, hanno sempre confermato la ferma determinazione a dare piena attuazione alle norme nazionali che hanno contribuito ad accelerare l'adozione di un provvedimento comunitario già votato del Parlamento Europeo ed ora in discussione al Consiglio Europeo. E dallo scorso 21 agosto sono scattate le sanzioni previste per la commercializzazione di sacchetti per la spesa in plastica, ad eccezione di quelli monouso biodegradabili e compostabili secondo la norma Uni En 13432:2002 e, ovviamente, di quelli riutilizzabili secondo precisi requisiti di spessore. La sanzione per chi commercializza prodotti non conformi (che si applica anche qualora tali prodotti vengano ceduti al pubblico a titolo gratuito) parte da 2.500 euro per arrivare a 25.000 euro, aumentata fino a 100mila euro se la violazione riguarda quantità ingenti di sacchetti (oppure un valore della merce superiore al 20% del fatturato del trasgressore). Il legislatore ha dunque disposto l'entrata in vigore immediata del predetto regime sanzionatorio, e con l'occasione Assobioplastiche ricorda che: i prodotti monouso conformi sono solo quelli certificati biodegradabili e compostabili in accordo con la norma Uni En 13432:2002; gli enti certificatori più comunemente utilizzati dai produttori dei manufatti biodegradabili e compostabili al fine di certificarne la piena rispondenza alla Uni En 13432:2002 sono Aib Vincotte, Certiquality srl e Dincertco. E ancora, che in Italia è stato sviluppato da alcuni anni un efficiente sistema di marcatura e riconoscimento dei manufatti biodegradabili e compostabili a cura del Consorzio Italiano Compostatori (con la collaborazione dell'ente certificatore Certiquality srl) che rilascia il marchio "Compostabile-Cic". Quanto ai sacchi non biodegradabili e compostabili, ricorda Assobioplastiche, gli spessori che questi debbono possedere per essere considerati riutilizzabili, e dunque commercializzabili, sono quelli indicati dalla normativa: 200 micron per i sacchi con maniglia esterna destinati all'uso alimentare; 100 micron per i sacchi con maniglia esterna non destinati all'uso alimentare; per i sacchi cosiddetti a fagiolo, cioè senza manici esterni, 100 micron se destinati all'uso alimentare, 60 micron se non destinati all'uso alimentare. Assobioplastiche (Associazione Italiana delle Bioplastiche e dei Materiali Biodegradabili e Compostabili) è stata costituita nel 2011 e rappresenta le imprese operanti, in Italia ed all'estero, nella produzione di polimeri biodegradabili e di prodotti finiti e nella gestione del fine vita dei manufatti realizzati con bioplastiche.

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