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Venezia: Ivano De Matteo, 'I nostri ragazzi' e la difficolta' di essere genitori

domenica 7 settembre 2014

2' di lettura

Venezia, 4 set. (Adnkronos/Cinematografo.it) - "Il libro di Herman Koch (La cena, ndr) mi ha messo di fronte ad una semplice domanda: che cosa fai se una bravata di tuo figlio si trasforma in un crimine, in un dramma? Una domanda tutto sommato semplice, ma la risposta è complicata. E mi auguro di non doverla mai dare". Così Ivano De Matteo racconta la genesi del suo nuovo film, 'I nostri ragazzi', oggi alle Giornate degli Autori di Venezia, film liberamente ispirato al sopracitato libro di Herman Koch che 01 distribution porterà nelle sale da domani, 5 settembre. Il film racconta la storia di due fratelli, Paolo (Luigi Lo Cascio) e Massimo (Alessandro Gassmann), chirurgo pedriatico il primo, avvocato il secondo. Paolo è convinto che nella vita non sia poi così difficile scegliere da che parte stare, Massimo sembra avere confini morali un po' più sfumati. Le rispettive mogli, Clara (Giovanna Mezzogiorno) e Sofia (Barbora Bobulova), non vanno d'amore e d'accordo: sobria e raffinata la prima, meno snob la seconda. I più uniti della famiglia sono i loro figli, gli adolescenti Michele (Jacopo Olmi Antinori) e Benedetta (Rosabell Laurenti Sellers), cugini inseparabili che una notte commetteranno una spregevole "bravata". Ragazzata che si trasforma ben presto in qualcosa di molto più grave e che finirà per mettere in discussione la tenuta dei principi morali dei rispettivi genitori. "Anche io, da ragazzino, ho commesso qualche sciocchezza - racconta De Matteo - magari per scalare qualche gerarchia adolescenziale. Riconosco che nel film i due personaggi di Jacopo e Rosabell possano risultare sgradevoli, a prescindere dall'atto che commettono, questo perché credo che ognuno sia, soprattutto a quell'età, il frutto di chi c'era prima di noi. Quello che m'interessava davvero però, era costruire l'umanità dei personaggi dei genitori, che finiscono per rimanere ghiacciati da quella notizia: c'è quello che hanno vissuto prima dell'atto, poi c'è l'atto stesso e poi c'è la decisione da prendere. E' giusto o meno denunciare? La giustizia è giusta? Quando faccio film mi interessa trovare il male nei buoni e il bene nei cattivi: non mi interessa il colore della guaina di un filo elettrico, mi interessa arrivare al rame, spogliarlo". (segue)

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