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Venezia: Zoro dal 'Gazebo' al mercato con 'Arance e Martello', sua opera prima (2)

domenica 7 settembre 2014

1' di lettura

(Adnkronos/Cinematografo.it) - La storia in questione è quella del mercato di Via Orvieto, nel quartiere San Giovanni di Roma: nel 2011, la vita dei lavoratori del mercato è stravolta dalla notizia della sua chiusura da parte del Comune. L'unico referente che trovano, l'unica realtà politica a cui rivolgersi è una sezione del PD, al fondo della strada, separata dal mercato e dal mondo (grazie al muro di cemento eretto per consentire i lavori della Metro C): inizierà una giornata paradossale, sorta di paradigma satirico della storia recente del nostro Paese. "Che fosse una metafora me lo sono raccontato dopo - spiega Diego Bianchi -. Inizialmente era tanta la voglia di raccontare una realtà che conosco molto bene, sia quella del mercato, che come tutti i luoghi che raccolgono umanità di vario tipo mi attirano, sia quella della sezione, la stessa dove militavo da ragazzo. Io nasco e cresco in quel quartiere, e mettere a contatto il microcosmo del mercato con un altro che, per tendenza, dovrebbe aprirsi al mondo anche se ultimamente non lo fa così tanto, era la molla che mi ha spinto a fare il film". (segue)

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