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Dalla storia al riciclo, i "mille volti della plastica"

domenica 8 novembre 2015

2' di lettura

Rimini, 4 nov. - (AdnKronos) - Rifiuti, ma anche risorsa. Gli ultimi 10 anni di riciclo degli imballaggi in plastica hanno portato al paese benefici ambientali, economici e sociali importanti: 7,1 milioni di tonnellate di emissioni di Co2 evitate, 3.000 milioni di euro di indotto generato, oltre 8mila addetti occupati nella filiera del riciclo. Questi alcuni dei dati emersi oggi a Ecomondo in occasione della tavola rotonda "Riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero: idee, ricerche e innovazione per le mille vite della plastica", promossa dal consorzio Corepla. "L'incremento degli indici di riciclo e miglioramento della qualità dei materiali selezionati sono gli obiettivi che ci poniamo oggi - afferma Giorgio Quagliuolo, presidente Corepla - raggiungibili con l'ottimizzazione dei processi, la selezione di nuove tipologie d'imballaggi in grado di alimentare filiere di riciclo esistenti o innovative e creazione di micro filiere sperimentali. Tutto questo alimentato dalla raccolta differenziata domestica che continua a crescere. L'obiettivo di un milione di tonnellate è a portata di mano". Sul tema è intervenuta anche Barbara Degani, sottosegretario al ministero dell'Ambiente. "L'avvento dell'economia circolare può cambiare il nostro stile di vita a vantaggio dello sviluppo sostenibile e la raccolta differenziata, il riciclo e il recupero sono la formula vincente - dichiara - il governo è fortemente impegnato in questa direzione. Abbiamo lavorato molto con la nuova commissione europea per rimettere in moto gli iter della tanto attesa direttiva, abbiamo lavorato molto con il Parlamento per concludere il percorso della prima legge italiana sulla green economy e stiamo preparando il green act che segnerà la strategia nazionale verso un'economia nuova, forte e sostenibile". A introdurre la tavola rotonda, Philippe Daverio che in una lectio magistralis ha ricordato le "radici antropologiche" del comportamento degli italiani verso il riutilizzo: "gli italiani non buttano, metabolizzano", ha ironizzato Daverio. Un esempio? Castel Santa'Angelo a Roma: "nato come tomba, depredato poi del bronzo e del piombo che sono stati usati per costruire navi, trasformato in roccaforte".

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