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Sanita': l'allarme, in Ucraina tagli del 30% a cure e anticancro a rischio

domenica 20 aprile 2014

2' di lettura

Roma, 14 apr. - (Adnkronos Salute) - Allarme dell'Ong Soleterre per la salute in Ucraina. "La crisi ha svelato un Paese sull'orlo del collasso economico. Con le risorse per la sanità appese a un filo, i rischi più alti sono per i soggetti più vulnerabili, tra cui molti bambini malati di cancro. E nei reparti di oncologia pediatrica della capitale alcuni chemioterapici sono già finiti, incerte le forniture future", mentre "il nuovo governo ha chiesto a tutti i ministeri tagli del 30% ai budget. Verranno applicati anche alla sanità, sebbene non si conoscano ancora le voci interessate. Per l'oncologia pediatrica - dicono gli operatori di Soleterre - la situazione rischia di diventare drammatica". Per i tumori pediatrici servirebbero 385 mln di grivne (25 mln di euro) solo per coprire le spese dei farmaci. Nonostante le richieste delle associazioni che lavorano con i bambini malati di cancro, il precedente governo aveva stanziato solo 50 mln di Uah (3 mln di euro) a cui se ne dovrebbero aggiungere altri 176 (12 mln di euro) a novembre, con la raccolta e distribuzione dei ricavi delle lotterie di Stato. "I medicinali per il 2014 però non sono ancora arrivati. Al reparto di oncologia pediatrica dell'istituto del cancro di Kiev, il principale del Paese, alcuni chemioterapici sono già finiti. Medici e responsabili della struttura non hanno notizie delle nuove forniture che dovrebbero essere consegnate direttamente dal ministero della Sanità e coprire il fabbisogno del resto dell'anno". Secondo l'associazione una mancanza di fondi delle proporzioni che si stanno profilando, "in pochi mesi azzererebbe l'incessante lavoro fatto nel Paese anche dalla società civile con l'oncologia pediatrica". "Ci auguriamo che i fondi promessi dal Fmi - sostiene Damiano Rizzi, presidente di Soleterre - vengano utilizzati in primis per garantire alla popolazione ucraina i diritti fondamentali tra cui quello alla salute". Soleterre "continuerà a intervenire, ma un'attività come quella oncologica e soprattutto nel Paese del disastro di Chernobyl, deve essere garantita prima di tutto dallo Stato". (segue)

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