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Berlusconi: Fondazione Sacra Famiglia, 118 anni di storia (2)

domenica 20 aprile 2014

2' di lettura

(Adnkronos) - "Negli anni difficili dell'occupazione tedesca e della Repubblica di Salò, su richiesta del Card. Ildefonso Schuster, il direttore Mons. Moneta offrì ospitalità anche a circa 40 sacerdoti per i quali il Cardinale di Milano aveva ottenuto il domicilio coatto in sostituzione della pena detentiva del carcere. Succede a Mons. Moneta, nel 1955, Mons. Piero Rampi , il quale dà all'Ente un nuovo impulso, prima come Direttore (sino al 1977) e poi come Pres idente dell'Istituto (per i successivi 11 anni). A partire dagli anni Settanta l'Istituto realizza u na vera e propria riconversione: è l'epoca della razionalizzazione e dell'impostazione tecnica con l 'introduzione delle metodologie psicopedagogiche, da cui nascono le scuole speciali e le iniziative di addestramento al lavoro, poi divenute corsi di formazione professionale, con num erosissimi inserimenti socio-lavorativi". Con la legge 118 del 1971, l'Istituto Sacra Famiglia diventa centro interregionale di riabilitazione e si dota quindi di tecnici, palestre, strutture e servizi specializzati (nel 1977 viene aperto il Poliambulator io). Negli stessi anni si sviluppa il servizio ospedaliero, per il quale viene costituita nel 1968 una Società a responsabilità limitata denominata Secc (Società Esercizio Case di Cura), poi divenuta Casa di Cura Ambrosiana. Alla fine degli anni Settanta, si riduce notevolmen te il numero degli assistiti (1600 ospiti a degenza piena). Sono molte le dimissioni effettuate al termine di un percorso educativo e abilitativo oltre ch e di formazione professionale. "È in questi anni che l 'Istituto sceglie di occuparsi prevalentemente di persone con handicap gravi e gravissimi, e di anzia ni non autosufficienti. È un'epoca socialmente e culturalmente critica: le istituzioni sono spesso accusate di essere chiuse e totalizzanti nei confronti dei propri ospiti; si sv iluppa un vivace e non sempre sereno dibattito sull a malattia mentale e sul disagio sociale (il film "Matti da slegare" è in parte ambientato a Cesano Boscone)". I laici entrano in numero massiccio nella struttura , affiancando le ancelle e le suore, che fino a questo momento sono state le vere protagoniste dell o sviluppo dell'Opera, abbracciando ogni settore, dall'assistenza all'educazione, dalla cuci na alla lavanderia. (segue)

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