Taranto, 16 apr. (Adnkronos) - "Questo e' il mio terzo anno all'Ilva, e ogni anno in prima fila ho stretto mani diverse; vorrei chiedervi, oso chiedervi di imprimere un corso nuovo. Nonostante ne siano successe tante, se ne siano scritte e dette molte di piu', le cose non sono cambiate di molto. Non basta salvare il salvabile bisogna innovare, cercare strade nuove". Lo ha detto l'arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro che stamane ha celebrato il precetto pasquale nello stabilimento siderurgico davanti agli operai e ai nuovi dirigenti. "Mi dispiace che ancora non sia stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Piano delle misure e delle attivita' di tutela ambientale e sanitaria - ha aggiunto - benche' siamo ben oltre le proroghe previste; solo da questa pubblicazione si puo' arrivare al Piano Industriale. So che si sta lavorando con intensita' e invito con forza a procedere senza ulteriori proroghe perche' la vita non puo' attendere. Dobbiamo scrivere una nuova pagina nella storia della nostra terra e di questa fabbrica in particolare", ha proseguito monsignor Santoro. "Dare un segno di discontinuita' che comincia col rispetto delle persone, la difesa della vita e la difesa del lavoratore. E poi la costruzione di un clima sereno. Degli sforzi in questo senso si stanno facendo ed il vangelo che abbiamo letto ci indica una parola precisa: il servizio. Cari fratelli e sorelle, per me i diritti prima ancora che fissarsi sulla Carta costituzionale, hanno un volto, il vostro volto, quello degli ammalati, quello dei vostri figli. I diritti - ha sottolineato - hanno il volto dei bambini che devono ancora nascere qui a Taranto".