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Facci: Altri messia

di Giulio Bucchi domenica 20 aprile 2014

1' di lettura

Fa un poco impressione vedere Il Fatto Quotidiano e Gian Carlo Caselli nel ruolo dei separati in casa. Il giornale di Padellaro, ieri, malediceva la legge sul voto di scambio - linea Grillo - mentre il magistrato la apprezzava, dunque veniva nascosto in fondo al giornale. Pagina 1 e 3: spazio per le scimmie urlatrici dei Cinque Stelle, e titoli come «La legge è sfatta», «Accordo al ribasso», più un'intervista a Michele Emiliano che parlava di «norma sbagliata». Pagina 18: taglio basso e anonimo per Caselli, monumento dell'antimafia. Il perché è chiaro, e per capirlo bastava leggere l'articolo di Caselli: apprezzava la legge ma, soprattutto, deprecava ciò che l'ha bloccata per quasi un anno, ossia «Le obiezioni di un paio di magistrati, subito trasformate in rivolta dei pm». Obiezioni che Il Fatto Quotidiano sposa ancor'oggi: assieme a ciò che Caselli, sempre ieri, definiva «irriducibile ostruzionismo dell'opposizione grillina». Ma fosse tutto qui. Caselli fu anche il primo a prospettare una matrice terroristica negli attentati in Valsusa: e Il Fatto Quotidiano fu il primo a metterla in dubbio, dando spazio a idiozie del genere «gli attentati se li fanno da soli» eccetera. Il Fatto non vuole perdere certi lettori, è chiaro: si tratta di capire quali. Forse sono i lettori che fremevano, ieri, nell'apprendere quanto annunciato in un manifestino a colori che occupava l'intera pagina 10: «Domani un articolo di Adriano Celentano su Gesù». Ecco. E pensare che Gesù, da quelle parti, un tempo era Caselli.

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