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Obbligo di trasparenza sulle direttive di energia elettrica e gas

domenica 26 ottobre 2014

2' di lettura

Roma, 23 ott. (AdnKronos) - I consumatori "forniti energia elettrica e gas nell’ambito dell’obbligo generale di approvvigionamento devono essere informati, in tempo utile prima dell’entrata in vigore di ogni aumento di prezzo, circa i motivi, le condizioni e la portata del medesimo". Lo stabilisce la Corte di Giustizia dell'Unione Europea con una sentenza di oggi in risposta alla Corte federale tedesca investita di due controversie tra clienti e fornitori di energia elettrica e di gas in merito a diversi aumenti di prezzo apportati tra il 2005 e il 2008. I clienti, che rientravano nell’obbligo generale di approvvigionamento, clienti soggetti a tariffa standard, ritenevano infatti questi aumenti "eccessivi e basati su clausole illegali". "La normativa tedesca, non prevedendo una siffatta informazione, viola le direttive 'energia elettrica' e 'gas'" stabilisce quindi la sentenza della Corte di Giustizia Ue ricordando che "la normativa tedesca vigente all’epoca dei fatti stabiliva le condizioni generali dei contratti conclusi con i consumatori e le integrava direttamente nei contratti conclusi con i clienti soggetti a tariffa standard". La normativa, ricorda la Corte Ue, "consentiva ai fornitori di modificare unilateralmente i prezzi dell’elettricità e del gas senza indicare il motivo, le condizioni e la portata della modifica, ma garantendo al contempo che i clienti fossero informati dell’aumento e potessero eventualmente recedere dal contratto". In risposta alle questioni della Corte federale tedesca, la Corte di giustizia "statuisce, con la sua odierna sentenza, che la direttiva 'energia elettrica' 2003/54 e la direttiva 'gas' 2003/55  non ammettono una normativa nazionale - quale quella tedesca - che determina il contenuto dei contratti di fornitura dell’energia elettrica e del gas conclusi con i consumatori nell’ambito dell’obbligo generale di approvvigionamento e consente ai fornitori di modificare la tariffa della fornitura, ma che non garantisce che i consumatori siano informati, in tempo utile prima dell’entrata in vigore di tale modifica, circa i motivi, le condizioni e la portata della medesima". La Corte rileva inoltre che "queste due direttive obbligano gli Stati membri a garantire un elevato livello di tutela dei consumatori riguardo alla trasparenza delle condizioni generali di contratto" e dichiara che "oltre al diritto di recedere dal contratto (previsto dalle direttive in caso di revisione di prezzo), i clienti devono anche avere il diritto di contestare una siffatta revisione".

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