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Sicurezza: 'Sos sordi' l'app che salva la vita al via in Questura Venezia

domenica 26 ottobre 2014

2' di lettura

Venezia, 24 ott. (AdnKronos) - E’ stato sottoscritto questa mattina, alla presenza del Questore di Venezia Angelo Sanna e del Presidente Provinciale Ens (Ente Nazionale Sordi) Vincenzo Usai, il protocollo d’intesa denominato “SOS Sordi”, per permettere alle persone sorde di contattare la Centrale Operativa 113 in caso di emergenze. Un’idea avveniristica progettata dall’Ente Nazionale Sordi e la Polizia di Stato, che mira ad abbattere le barriere della comunicazione per consentire alle persone sorde, al pari di qualsiasi altro cittadino ed utente, di gestire la propria vita in piena autonomia, nel pieno rispetto della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Nelle situazioni quotidiane le persone sorde, fortemente svantaggiate sotto il profilo comunicativo - relazionale, sono costrette a rivolgersi a parenti ed amici per poter effettuare una qualsiasi segnalazione: in una situazione di emergenza ciò diviene ancor più problematico.(segue) (Adnkronos) - Per la Questura di Venezia non è del tutto una novità, un sistema simile, denominato “SMS per la vita”, era già attivo dal 2009 e consentiva alle persone sorde di inviare segnalazioni di emergenza alla Centrale Operativa 113, attraverso sms ad utenza dedicata. Con il protocollo siglato oggi il sistema di comunicazione con il 113 cambia profondamente: viene fornito un servizio che utilizza le nuove tecnologie sui moderni smartphone e tablet (Apple, iOS, Android) senza nessun intermediario, unificando in un’unica applicazione i servizi di emergenza più importanti per gli utenti audiolesi: ladri in casa, aggressione / rissa, rapina a mano armata, soccorso pubblico, violenza su donne, suicidio, ecc. L’App consente alla persona sorda di inviare una segnalazione di emergenza e di richiedere l’intervento della Polizia di Stato, generando automaticamente, previa impostazione dei dati sul proprio applicativo, una mail che viene ricevuta e presa in carico dalla Centrale Operativa 113. Oltre ai dati del richiedente, l’APP invia in automatico alla Centrale anche la localizzazione della persona oltre al nominativo ed ai recapiti telefonici di un interprete di lingua dei segni (LIS) e di altra persona udente (familiare/amico). Basterà dunque digitare sul touch screen dello smartphone per avere un accesso diretto al pronto intervento e consentire l’immediato e mirato invio di una risorsa della Polizia di Stato sul territorio.

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