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Cinema: Pannofino a Base portano al cinema 'Il pretore' di Piero Chiara

domenica 6 aprile 2014

2' di lettura

Roma, 1 apr. (Adnkronos) - 'Il pretore di Cuvio', romanzo bestseller di Piero Chiara del 1973, diventa un film 40 anni dopo aver dominato le classifiche letterarie. A firmare la regia de 'Il pretore', nelle sale dal 3 aprile, e' Giulio Base, che torna al cinema dopo 15 anni di fiction di successo, mentre ad interpretare il protagonista Augusto Vanghetta, pretore di una piccola provincia lombarda sul Lago Maggiore negli anni '30, donnaiolo e traffichino, e' Francesco Pannofino. Sempre più distratto nei confronti dei suoi impegni coniugali con Evelina (Sarah Maestri) e del suo lavoro in pretura, a causa della sua passione per le donne e delle sue velleita' teatrali, Vanghetta assumera' il giovane avvocato Mario Landriani (Mattia Zàccaro Garau), destinato ad innamorarsi di sua moglie e a stravolgere la sua vita. Nel cast ci sono anche Eliana Miglio, Carlina Torta, Debora Caprioglio, Carlo Giuseppe Gabardini e Massimiliano Cavallari (ex Fichi d'India), che ricreano l'ambiente umano della provincia sulle rive del Lago Maggiore, fra Luino e la Valcuvia. "Piero Chiara -dice il regista- e' uno di quegli scrittori amabili, di successo, non sapientoni e non beceri. Raffinato ma non lezioso, divertente e spesso piccante, senza mai essere scurrile. E' quindi proprio questa la rotta che ho cercato di seguire nella messinscena di quelle pagine: la giusta misura fra commedia di costume e dramma umano". "La trama del film e' la piu' antica del mondo -spiega Base- lui, lei, l'altro. Ma l'abilita' di Piero Chiara, al cui romanzo sono rimasto molto fedele, e' soprattutto quella di far assurgere la piccola provincia italiana a debolezza universale. In questa storia, nessuno e' innocente ma c'e' anche grande tenerezza nel descrivere le debolezze di ciascuno", spiega il regista che sottolinea l'attualita' della storia ambientata negli anni '30: "Ci sono alcune caratteristiche dell'italianita' che non sono mai cambiate: la prevaricazione, l'uso del potere per fini personali, l'uso della propria carica per ottenere favori sessuali, la raccomandazione, la giustizia incerta...", prosegue il regista che in questi mesi ha girato anche un altro film per il grande schermo 'Mio papa", con Giorgio Pasotti e Donatella Finocchiaro. (segue)

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