(Adnkronos) - Come in altre circostanze, inizialmente gli hanno chiesto da bere, poi, dopo il cosciente rifiuto del gestore, sono passati all'azione: uno lo ha immobilizzato, tenendogli ferme le mani alla gola, mentre gli altri due hanno cominciato a buttare all'aria la merce e a spaccare tutto. Afferrata una bottiglia di vino, i tre, apparentemente soddisfatti, sono usciti in strada con il magro bottino. Ma appena il derubato ha preso in mano il telefono per chiamare il 113, ha avuto luogo l'ennesimo gesto di violenza: dopo aver gridato "non chiamare la polizia che ti facciamo male", i giovani malviventi hanno preso a calci la vetrina fino ad inclinarne il vetro. La polizia non ha tardato ad arrivare ed una delle volante impegnata senza sosta a pattugliare la città è intervenuta con estrema prontezza. Una volta bloccati i tre responsabili della rapina, la vittima rassicurata, si è avvicinata agli agenti raccontando una storia di violenza e ripetute minacce che andava avanti da settimane. Una delle tante aggressioni avrebbe addirittura avuto come scenario la strada dove vive il cingalese. Circa un mese fa, ha raccontato la vittima, l'uomo sarebbe stato malmenato e colpito con un bastone proprio sotto casa. L'episodio avrebbe seguito naturalmente una delle tante scorrerie serali della banda tutte finalizzate a portar via solo qualche bottiglia di liquore. I tre magrebini, un marocchino e due tunisini, si trovano ora nel carcere di Sollicciano per rispondere del reato di rapina aggravata in concorso, lesioni, e del danneggiamento del locale di via Ghibellina.