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#Cop21 snobbata su Twitter, il cambiamento climatico è poco social

domenica 6 dicembre 2015

2' di lettura

Roma, 2 dic. - (AdnKronos) - Italiani ed europei non sono interessati al futuro della Terra e ai cambiamenti climatici. Lo sostiene un'indagine del Socialpolitico.it, il primo social magazine che indaga sull’attività 2.0 di politica, istituzioni, influencer e fenomeni sociali, realizzata monitorando l'andamento dell'hashtag #Cop21 sulla conferenza sui cambiamenti climatici in corso a Parigi in Italia e in altri Paesi dell'Unione Europea. Nel primo giorno di riunioni (il 30 novembre scorso), mentre il battage mediatico insisteva sull'importanza del meeting, sui social network di quasi tutti i Paesi europei il Cop21 è stato snobbato dagli utenti. Il 30 novembre in Italia l'hashtag #Cop21 non è figurato nemmeno tra i primi 95 topic trend, così come nei Paesi Bassi. Il giorno successivo (1 dicembre) si è, invece, posizionato al 62esimo posto, battuto persino dalla partita di Coppa Italia tra Milan e Crotone (33esima), dall'hashtag collegato alla trasmissione "Le Iene" (31sima) e dalla contestazione dei tifosi romanisti a Trigoria (22esima). Un trend negativo, confermato anche dagli altri Stati della Ue, ad eccezione di Belgio (dove #Cop21 è arrivato sesto), Irlanda (nono tra i topic trend) e Norvegia (quarto). In Francia,che ospita l'evento, il topic si è posizionato al 93esimo posto, in Germania 77esimo, nel Regno Unito tredicesimo. Anche su Facebook l'evento Cop 21 è stato snobbato: la pagina facebook ufficiale dell'evento ottiene soltanto 47.123 mi piace e 12.038 interazioni con altri utenti. Un flop, consumatosi nonostante l'attenzione riservata all'evento dai mezzi d'informazione, che sul tema hanno prodotto circa 32 milioni e 400 mila notizie. E nonostante la mole degli influencer che hanno tweettato sull'argomento. Il più popolare è l'account di Barack Obama (oltre 66mln di follower), seguito da quello Casa Bianca (oltre 8 milioni di follower), dalle Nazioni Unite (oltre 5 milioni di profili seguaci), da quello del quotidiano francese "Le Monde" (oltre 4 milioni), da quello dell'ex vicepresidente Usa ed ecologista incallito Al Gore (oltre 2 milioni) e de "Le Figaro" (oltre un milione). Insomma la potenza di fuoco messa in campo dagli attori del dibattito pubblico internazionale per coinvolgere la popolazione mondiale sul tema si è rivelata una cilecca. L'ambiente e il futuro della Terra, per ora, sono meno importanti di una partita di calcio.

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