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Al via la 37esima riunione annuale del Consiglio dei Governatori dell'Ifad

Previsti 2 protocolli di intesa: tra Ifad e Unilever e tra Ifad e il Ccg
domenica 23 febbraio 2014

4' di lettura

Roma, 18 feb. - (Adnkronos) - Sarà dedicato al tema "Investire sull'agricoltura familiare per il futuro che vogliamo" la 37esima riunione annuale del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (Ifad) che domani e il 20 febbraio chiamerà a raccolta i delegati dei suoi 172 Stati membri. Tema in linea con la decisione delle Nazioni Unite di dichiarare il 2014 "Anno Internazionale dell'Agricoltura familiare". Politici, leader delle organizzazioni degli agricoltori e rappresentanti del settore privato discuteranno i vantaggi comparati dell'agricoltura familiare e gli strumenti per sostenerla. Interverranno, il primo giorno di lavoro del Consiglio dei Governatori, il ministro dell'Economia della Repubblica italiana Fabrizio Saccomanni, il vice segretario generale del Consiglio di Cooperazione dei Paesi del Golfo (Ccg) Abdullah Jummah Alshibly, e Paul Polman, amministratore delegato Unilever. Il presidente dell'Ifad Kanayo F. Nwanze terrà il discorso di apertura. Due protocolli di intesa, uno tra Ifad e Unilever e un altro tra il Fondo e il Ccg, saranno firmati nel corso delle due giornate di riunioni tra gli Stati membri. In vista delle discussioni sul quadro di sviluppo globale che verrà lanciato nel 2015, anno in cui scadrà il tempo degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, oggi è previsto l'intervento di Gerda Verburg, presidente del Comitato sulla Sicurezza Alimentare Mondiale, su "Realizzare un futuro sostenibile per tutti: la trasformazione rurale e l'agenda post-2015". I delegati esploreranno le politiche adeguate per investire sull'agricoltura familiare potenziandone le possibilità, esploreranno le dinamiche città-campagna e la resilienza delle donne e degli uomini nei contesti rurali. Il Consiglio dei Governatori di quest'anno si aprirà con l'incontro "Riflettori sull'Anno Internazionale dell'agricoltura familiare" con i leader degli agricoltori, gli attori del progetto finanziato dall'Ifad e gli stakeholder da Brasile, Colombia, Mali, Filippine, Repubblica Araba di Siria e Repubblica Unita di Tanzania. Incentrata sull' agricoltura familiare, la discussione esplorerà le questioni relative agli investimenti necessari per migliorare la produttività e la redditività, elementi fondamentali per raggiungere la sicurezza alimentare e le politiche pubbliche essenziali per far diventare l'agricoltura un'attività capace di fornire un lavoro dignitoso. Durante l'ultima giornata, diverse personalità, tra le quali Paul Polman dell'Unilever e Andrew Rugasira, amministratore delegato di Good African Coffee, approfondiranno la questione degli investimenti del settore privato sull'agricoltura familiare durante la riunione "Piccoli agricoltori = Grande Business". Le decisioni prese durante tale incontro saranno di particolare importanza in quanto l'Ifad esamina l'uso di partenariati pubblico-privato nelle operazioni che sostiene. Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2014 Anno Internazionale dell'Agricoltura Familiare per riconoscere l'importanza dell'agricoltura familiare nell'agenda dello sviluppo globale. L'Ifad è stata la prima agenzia di sviluppo che ha sostenuto formalmente l'appello della società civile e delle organizzazioni degli agricoltori per un anno dedicato all'agricoltura familiare. Nel 2013, l'Ifad ha esteso un sussidio di 500.000 dollari per il Forum Mondiale Rurale in modo da coinvolgere la società civile in 11 Paesi e cinque regioni, altri 150.000 dollari sono stati stanziati per sostenere e monitorare i progressi durante l'anno. L'agricoltura familiare è la forma predominante di agricoltura in tutto il mondo e contribuisce alla tutela delle risorse naturali vitali, della biodiversità e alla riduzione e adattamento ai cambiamenti climatici. Nonostante ciò, essi rimangono una risorsa in gran parte inutilizzata, e non sono rappresentati in modo adeguato tra i poveri del mondo. L'Ifad mira a raggiungere 90 milioni di persone tra il 2013 e il 2015, con l'obiettivo di tirarne fuori dalla povertà 80 milioni. Già nel 2013, rispetto all'anno precedente, il 33% in più dei poveri delle zone rurali ha ricevuto servizi da progetti sostenuti dall'Ifad. Le donne in particolare sono state il target principale, visto che rappresentano circa il 50% dei partecipanti ai progetti sostenuti dall'Ifad. Inoltre, tra il 2011 e il 2012, il numero totale dei destinatari dei progetti Ifad è aumentato da circa 145.000 a quasi 195.000, di cui più di 82.000 donne. In Africa occidentale, ad esempio, 16,6 milioni di dollari di prestito dell'Ifad a sostegno del progetto "Rural Youth Vocational Training, Employment and Entrepreneurship" del Mali (progetto di formazione, impiego e imprenditoria per i giovani delle aree rurali del Mali) fornirà sostegno ai giovani, in particolare donne e darà loro accesso ai finanziamenti per intraprendere nuove attività generatrici di reddito. In Asia centrale, l'Ifad ha fornito un prestito di 11 milioni di dollari per il bestiame e per il pogramma di sviluppo del mercato in Kirghizistan a sostegno delle famiglie di produttori di bestiame, delle famiglie particolarmente vulnerabili e di quelle gestite esclusivamente da donne. Inoltre, nelle regioni dell'Asia e del Pacifico un prestito Ifad di 39,5 milioni dollari è stato destinato al Progetto del Bangladesh per rendere le infrastrutture costiere resistenti ai cambiamenti climatici in modo da rafforzare la resilienza dei piccoli agricoltori, dei piccoli commercianti, dei micro-imprenditori, delle persone senza terra, delle donne e per aumentare sia la loro sicurezza alimentare che il loro reddito.

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