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Sanremo: Baglioni seduce l'Ariston e si commuove per standing ovation

domenica 23 febbraio 2014

2' di lettura

Sanremo, 19 feb. (Adnkronos) - In una serata che ha visto il ritorno della gara al centro della scena del festival, Claudio Baglioni, superospite del secondo atto di Sanremo 2014, seduce la platea del Teatro Ariston con un medley di alcuni dei pezzi piu' amati del suo repertorio, accolto da una standing ovation che lo fa commuovere. "Ci ho messo quasi trent'anni per decidere di tornare perche' intorno al festival succedono un sacco di cose, come sa Fabio Fazio". Baglioni inanella tra cori e applausi 'Questo Piccolo Grande Amore', 'E Tu', 'Strada Facendo', 'Avrai' e 'Mille Giorni di te e di me' e poi lancia l'idea di un 'cantiere della ricostruzione'. Un cantiere animato dall'energia della musica per far ritrovare al Paese speranza nel futuro e voglia di ripartire. E' questo infatti il senso del ConVoiTour, il progetto che Baglioni presenta sul palco del festival, dove torna, appunto, dopo 29 anni, grazie all'invito dell'amico Fabio Fazio con il quale ha condiviso un'altra importante pagina di televisione come il programma 'Anima Mia'. Claudio manca dal festival dal 1985, da quando, cioe', in piena era playback, travolse l'Ariston proprio con un'indimenticabile versione dal vivo di "Questo piccolo grande amore", decretata da una votazione nazionale "Canzone del secolo". Per il grande ritorno sul palco dell'Ariston, Baglioni ha dato vita a un progetto, ambizioso e innovativo - che lo vedrà nei palasport di tutta Italia, da febbraio a maggio: un "cantiere" nel quale la musica ispira e anima quella "ricostruzione" ideale, culturale, morale, che dovrà essere punto di partenza per l'avvio di una nuova stagione. "Poche cose più della musica - ha spiegato Baglioni - possono trasmetterci l'energia di cui abbiamo bisogno per ripensare valori e ideali, ritrovare la fiducia in noi stessi e nel futuro e, soprattutto, la voglia e la forza di ripartire e ricostruire. ConVoi vuole essere il brano simbolo di questa "rinascita": un invito a "trovare un'altra immensità" e "diventare liberi", "cercare un mondo nuovo e nuove identità" e "restare semplici", "salvare la speranza nella verità" e "morire giovani", nel senso - ovviamente - di non smettere mai di esserlo. Un lavoro di ricostruzione - ha concluso Baglioni - che non può rimanere un fatto individuale, ma deve realizzarsi attraverso un percorso comune, da affrontare - appunto - ConVoi, dal momento che tutti sono chiamati a fare la propria parte, mettendo in gioco idee, valori, energie... in due parole: se stessi".

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