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'Miseria Ladra' in piazza contro la povertà, il 17 ottobre a Montecitorio

domenica 19 ottobre 2014

2' di lettura

Roma, 15 ott. - (AdnKronos) - In occasione della Giornata Mondiale per l'eliminazione della povertà che si celebra venerdì 17 ottobre, Miseria Ladra, la campagna del Gruppo Abele e Libera con l'adesione di tante realtà del sociale, associazioni di volontariato, studentesche, le cooperative sociali, associazioni cattoliche promuove un sit-in a Roman davanti Montecitorio dalle 10 alle 18 con la parola d'ordine "Stop alla povertà, diritti e dignità per tutti e tutte". Sono previsti interventi dei rappresentanti delle realtà del sociale e del volontariato. Un microfono aperto darà voce ad alcune delle vittime della crisi. Una staffetta podistica si alternerà tutto il giorno intorno alle strade del Parlamento con gli atleti che indosseranno le maglie con la scritta Stop Povertà e i numeri della crisi. Alle ore 18.00 l'iniziativa proseguirà presso il Sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano, attorno alla "Lapide in onore delle vittime della miseria". "Circa 16 milioni di persone- commenta Giuseppe De Marzo, coordinatore nazionale della campagna Miseria Ladra - pari al 26% della popolazione del nostro Paese vivono in condizioni di povertà. Sul versante occupazionale viviamo una crisi senza precedenti: oltre 3,2 milioni di disoccupati, più del 44% di disoccupazione tra i giovani con punte ben oltre il 60% al sud, 4 milioni di precari. Davanti a questi numeri non c'è più tempo da perdere: è necessario un impegno della politica con provvedimenti strutturali per rendere illegale la povertà nel nostro paese. Senza una lotta concreta, efficace alla povertà non c'è futuro ". Gruppo Abele e Libera fanno sapere che i dati del 2013 denunciano e confermano un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche e sociali. Aumento della povertà, maggiori ingiustizie sociali ed ambientali, frammentazione della coesione sociale, corruzione, limitazioni e tagli nell'erogazione dei servizi sociali, rendono ancora più macroscopiche le diseguaglianze, favorendo la spirale negativa che riproduce la crisi. Il quadro normativo europeo - sottolineano gli organizzatori dell'iniziativa - complica ulteriormente le cose. Le politiche di austerità ed i trattati di stabilità e governance hanno inibito la spesa pubblica e in particolar modo quella sociale, considerata come un costo insopportabile. "I dati, gli studi effettuati, la storia europea e la nostra Costituzione considerano invece la spesa sociale e gli investimenti pubblici non solo un dovere etico-istituzionale ma uno strumento fondamentale per il rilancio dell'economia. Con un obiettivo preciso: rendere illegale la povertà", concludono.

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