Palermo, 13 gen.- (Adnkronos) - La prima superstite del naufragio di Lampedusa, ascoltata oggi al tribunale di Palermo nell'incidente probatorio contro il 'carceriere' somalo che avrebbe tenuto in ostaggio un centinaio di profughi nel deserto tra la Libia e il Sudan, ha confermato tutte le torture e gli orrori subiti dal gruppo di cento persone durante il sequestro, compresi gli stupri alle ragazze eritree vittime del rapimento, ma ha negato di essere stata suprata e di avere subito violenze sessuali dal suo 'carceriere'. La ragazza, 18 anni appena, durante l'interrogatorio agli investigatori subito dopo l'arresto di Elmi Mouhamud Muhidin, il somalo 25enne, aveva detto di essere stata stuprata da un gruppo di carcerieri, tra cui lo stesso imputato, ma oggi davanti al gip Giangaspare Camerini ha fatto un po' marcia indietro. "Si' le ragazze sono state stuprate e violentate in massa - ha detto al giudice - ma io no". Una versione che contrasta con quella data a novembre. La giovane eritrea e' sembrata molto spaventata davanti all'imputato, seduto in aula in prima fila. Ora tocca agli altri superstiti, sono complessivamente sette eritrei, a essere ascoltati nell'incidente probatorio.