Roma, 15 gen. (Adnkronos) - Dalla scelta del sito di Corcolle per la discarica provvisoria di Roma, "né direttamente né indirettamente riferibile a Colari", all'acquisizione del consorzio Gaia, attraverso cui il sito di Colleferro divenne proprieta' della Regione facendo in modo che "quell'impianto restasse pubblico". Secondo l'ex assessore alle Attivita' produttive e alle politiche dei rifiuti della Regione Lazio all'epoca della giunta guidata da Renata Polverini, Pietro di Paolo, questi e altri atti dimostrano il tentativo di impedire un rafforzamento della posizione Colari e del patron di Malagrotta Manlio Cerroni, finito al centro dell'inchiesta dei rifiuti nel Lazio. "Io non sono indagato nell'inchiesta", precisa all'Adnkronos Di Paolo, che rispetto ai suoi rapporti con Cerroni sottolinea: "Erano molto dialettici: da una parte c'era la necessità istituzionale di parlare con il principale Gruppo che gestisce il ciclo dei rifiuti a Roma e nella gran parte del Lazio, dall'altra l'indisponibilita', dimostrata e dichiarata, a far sì che quella posizione di monopolio continuasse a essere perpetrata". "Il filo rosso che ha guidato la nostra attività nell'assessorato è stato quello di creare i presupposti per rompere il monopolio che, per una serie di motivazioni legate a epoche precedenti, si era creato - continua - Ci sono dei passaggi fondamentali che dimostrano che non c'è stata nessuna mia sudditanza nei confronti di Cerroni". "Innanzitutto la prima ordinanza sulla prescrizione del trattamento dei rifiuti da parte della Polverini, che fu propedeutica alla chiusura di Malagrotta", ricorda. (segue)